Contratto di sviluppo

Per i grandi investimenti nei settori industriale, agroindustriale, turistico e della tutela ambientale

Contratto di sviluppo

Contratto di sviluppo

COSA SI PUÒ FARE

Gli investimenti possono essere di tipo industriale, agroindustriale, turistico o di tutela ambientale.

Il programma è composto da uno o più progetti di investimento e da eventuali progetti di ricerca, sviluppo e innovazione, strettamente connessi e funzionali tra loro.

Per particolari obiettivi di politica industriale possono essere previsti anche fondi dedicati a specifiche finalità, filiere produttive o aree geografiche.

Programmi produttivi

Si tratta di programmi industriali, agroindustriali o turistici. L’ammissibilità dipende da diverse variabili legate alla tipologia di progetto, alla dimensione dell’Impresa, alla localizzazione degli investimenti e all’attività economica prevista. Per i progetti che puntano alla realizzazione dei prodotti finali delle tecnologie a zero emissioni nette, della principale componentistica, nonché delle relative materie prime critiche, è possibile richiedere l’applicazione dello speciale regime CISAF disciplinato dal DM 24 novembre 2025.

Programmi di tutela ambientale

Si tratta di programmi con l’obiettivo di:

  • innalzare il livello di tutela ambientale risultante dalle attività dell’Impresa - compresi gli aiuti per la riduzione e l’eliminazione delle emissioni di gas a effetto serra - per andare oltre le norme in vigore dell'Unione europea (comprese le BAT di settore) o in assenza di norme UE o anche per conformarsi alle norme dell'Unione almeno 18 mesi prima della loro entrata in vigore (ai sensi dell’art. 36 GBER);
  • consentire l’efficientamento energetico delle attività dell’Impresa (ai sensi dell’art. 38 e 38 bis GBER)
  • promuovere, a fini di autoconsumo, l’uso dell’energia da fonti rinnovabili, dell’idrogeno rinnovabile e della cogenerazione ad alto rendimento (ai sensi dell’art. 41 GBER);
  • promuovere l’efficienza nell’utilizzo delle risorse e nel sostegno alla transizione verso un’economia circolare, con implementazioni di tecnologie che non costituiscono una pratica commerciale consolidata già redditizia (ai sensi dell’art. 47 GBER).
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