
In Sicilia al via “Rete”, il progetto per i giovani che vogliono migliorare le loro competenze per entrare nel mondo del lavoro
Il ministro Abodi ha inaugurato l’hub di Palermo. Invitalia è soggetto attuatore dell’iniziativa
L’incentivo per gli imprenditori e i liberi professionisti under 56
Resto al Sud
Puoi chiedere le agevolazioni se alla data di presentazione della domanda:
Vuol dire che alla data di presentazione della domanda devi avere una età compresa tra i 18 anni già compiuti e i 56 anni non ancora compiuti.
Significa che:
La titolarità di impresa viene valutata al 21 giugno 2017. Quindi non puoi presentare la domanda se risulti titolare di impresa in esercizio a quella data, anche se nel frattempo l'impresa è cessata o è stata ceduta.
Sì, ma dovrai lasciare il lavoro se la domanda viene approvata.
È considerata analoga un’attività associata ad un codice ATECO identico, fino alla terza cifra di classificazione delle attività economiche, a quello corrispondente all’attività oggetto della domanda di ammissione alle agevolazioni.”
Sì, se è stata costituita dopo il 21 giugno 2017. In particolare la domanda può essere presentata da:
Per il comparto delle libere professioni, sono previste la sola apertura della partita IVA per le attività svolte in forma individuale e la costituzione di società tra professionista per le attività svolte in forma collettiva.
La scelta indicata al momento della presentazione della domanda è vincolante solo per le attività libero professionali.
In particolare, le attività libero professionali di tipo ordinistico devono obbligatoriamente costituirsi nelle forme di:
Per le altre attività libero professionali, la scelta indicata nella domanda deve essere confermata al momento dell’ammissione alle agevolazioni.
Non sono invece previsti vincoli per la ripartizione delle quote societarie.
Puoi comunque presentare la domanda, ma a questa condizione: i soci che non rispettano i requisiti non devono superare 1/3 della compagine sociale e non devono avere rapporti di parentela fino al quarto grado con nessuno dei richiedenti.
A seguito dell’estensione dell’ambito di applicazione di Resto al Sud, sono state ricomprese tra le attività ammissibili quelle afferenti alla sezione M della classificazione Ateco - attività professionali, scientifiche e tecniche - e alla sezione G della classificazione Ateco – commercio all’ingrosso e al dettaglio. Restano, pertanto, escluse dalle agevolazioni le attività economiche rientranti nelle seguenti sezioni della classificazione Ateco:
Le agevolazioni non coprono le seguenti spese:
Il valore minimo di 500 euro si riferisce non al singolo bene, ma alla fornitura di beni riconducibili ad uno stesso fornitore ed alla medesima tipologia di spesa. Ad esempio, per un'attività di somministrazione di alimenti e bevande il programma di spesa - nella categoria Macchinari, impianti e attrezzature - può prevedere un totale di 800 euro, suddiviso tra 250 euro di piatti, 200 euro di bicchieri e 350 euro di posate (suppellettili per la somministrazione). Analogamente per un’attività ricettiva, possono essere ammesse, purché oggetto di una stessa fornitura, le spese relative all’allestimento delle camere (biancheria, arredi, tv ecc.) anche di importo unitario inferiore a €500. Per il riconoscimento delle spese, in fase di realizzazione del progetto, sarà necessario acquisire un’unica fattura o alternativamente un ordine di acquisto che le riconduca alla medesima fornitura.
No, i beni devono essere nuovi di fabbrica.
È consentito soltanto se strettamente necessari alla produzione di beni o all’erogazione dei servizi indicati nel progetto imprenditoriale (a titolo meramente esemplificativo: imprese edili, di pulizia, ristorazione ambulante, ecc…); non sono ammissibili quelli destinati ad attività consulenziali e/o libere professioni. È necessario, nella fase di rendicontazione del programma di spesa (sia in caso di 1 Sal che di Sal a Saldo), dimostrare la proprietà dello stesso, con idonea documentazione a supporto (certificato di proprietà e libretto di circolazione, ecc…).
È consentito soltanto se strettamente necessari all’erogazione dei servizi indicati nel progetto imprenditoriale. A titolo meramente esemplificativo, sono ammissibili: derive, piccoli natanti, tavole windsurf, imbarcazioni con o senza equipaggio - solo se dimostrata la relativa redditività - utilizzati per: noleggio, charter, scuole di vela o organizzazione di tour in barca, etc. Tali investimenti non possono esser utilizzati per usi promiscui, cioè al di fuori dell’attività agevolata. Anche per questi beni è necessario, nella fase di rendicontazione del programma di spesa (sia in caso di 1 Sal che di Sal a Saldo), dimostrare il possesso (per i natanti e i beni mobili non registrati è sufficiente la fattura di acquisto) o la proprietà (nel caso dei beni mobili registrati come le imbarcazioni targate), con idonea documentazione a supporto (doppia nota di trascrizione in bollo ecc…).
Sì, è consentito l’acquisto di pagode, spazi prefabbricati, anche modulari, purché di dimensione contenuta, destinati ad attività stagionali e quindi interamente smontabili con garanzia del perfetto ripristino dei luoghi, o realizzate all’aperto (ad es. come spogliatoi per centri sportivi). Tali investimenti sono annoverabili nella macrovoce impianti, macchinari ed attrezzature.
Sì, se riguardano l’adeguamento della sede aziendale alle esigenze produttive/organizzative dell’attività proposte, nel limite massimo del 30% del programma di spesa complessivo. Rientrano tra le opere edili di ristrutturazione anche quelle volte alla separazione degli spazi interni del locale e/o alla creazione di nuovi vani, effettuati tramite la realizzazione di pareti in cartongesso, pareti mobili ancorate al suolo, etc…; non rientra, invece, nella macro voce di spesa Opere Edili l’utilizzo di armadi o altri mobili volti a delimitare gli spazi interni: tali beni rientrano nella macrovoce B (Impianti, macchinari, attrezzature e arredi). Infine, rientrano tra le opere di ristrutturazione quelle relative ai basamenti e agli impianti connessi ad attrezzature da installare a cielo aperto, come ad esempio i campi sportivi, gli impianti di autolavaggio, ecc…
Sì, purché il sito sia legato alle esigenze produttive/gestionali o promozionali dell'impresa.
Sono ammissibili, tra le spese per il capitale circolante, le spese pubblicitarie contabilizzate tra i costi di esercizio. A titolo esemplificativo, sono ammissibili: volantini, brochures, cartelloni pubblicitari, biglietti da visita etc. Non sono ammissibili, invece, le spese pubblicitarie che si configurano come investimenti di durata pluriennale e che vengono iscritte tra le immobilizzazioni come, ad esempio, la redazione di piani promozionali di marketing, i video pubblicitari et similia.
Sì, le cooperative rientrano a pieno titolo tra i soggetti beneficiari della misura "Resto al Sud", come previsto all'art. 3, comma 2, lettera b) del decreto 9 novembre 2017, n. 174 e recepito dalle relative disposizioni attuative (punto 3.3, lettera b) della Circolare 22 dicembre 2017, n. 33). Nell'ambito delle società cooperative sono incluse anche quelle sociali, la cui finalità di soddisfare, attraverso lo svolgimento di un'attività d'impresa, un bisogno di interesse collettivo, non modifica in alcun modo la natura giuridica delle stesse; pertanto le cooperative sociali sono pienamente ammissibili alle agevolazioni "Resto al Sud".
No, il progetto imprenditoriale deve prevedere un programma di spesa completo e funzionale allo svolgimento dell'iniziativa. Quindi il programma di spesa per il quale si chiede il finanziamento non può avere un importo superiore all'ammontare massimo complessivo delle agevolazioni concedibili ai richiedenti.
No. I requisiti di accesso alla misura stabiliscono che il progetto imprenditoriale debba essere avviato solo dopo la presentazione della domanda. Sono quindi ammissibili le spese effettuate in data successiva alla presentazione della domanda (comprese anche le fatture di acconto) e intestate al soggetto proponente. Per le domande presentate da persone fisiche sono ammissibili le spese sostenute dopo la costituzione dell'impresa/società o apertura della P.IVA, in caso di libera professione.
I beni agevolati non possono essere trasferiti dalla sede aziendale, né alienati o destinati a usi diversi per i 5 anni successivi al completamento del programma di spesa e comunque non prima della completa restituzione del finanziamento bancario.
Sì. E’ consentito prendere in locazione l’immobile di proprietà dei soci, dei coniugi, di parenti o affini dei soci entro il terzo grado, ma non sono agevolabili le spese per i relativi canoni di affitto. (Ad es.: se voglio stabilire la sede operativa presso l’immobile di proprietà di mio padre, posso prenderlo in locazione, posso rendicontare le spese di ristrutturazione tra le opere edili, ma non posso rendicontare il canone di locazione tra le spese di capitale circolante).
Il Codice Civile, agli artt. 74-78, definisce i concetti di parentela e affinità. In particolare, il computo dei gradi avviene ai sensi dell’art. 76 del Codice Civile: “Nella linea retta si computano altrettanti gradi quante sono le generazioni, escluso lo stipite. Nella linea collaterale i gradi si computano dalle generazioni, salendo da uno dei parenti fino allo stipite comune e da questo discendendo all'altro parente, sempre restando escluso lo stipite”. Pertanto, i parenti di primo grado sono i figli e i genitori; i parenti di secondo grado sono i fratelli, le sorelle, i nipoti (figli dei figli) e i nonni; i parenti di terzo grado sono gli zii (fratello o sorella del padre o della madre), i nipoti (figli di un fratello o di una sorella), i bisnonni, i pronipoti (figli di nipoti). Gli affini di primo grado sono i suoceri, il genero e la nuora, i figli del coniuge; gli affini di secondo grado sono i fratelli, le sorelle, i nonni e i nipoti (figli dei figli) del coniuge; gli affini di terzo grado sono gli zii (fratelli del padre o della madre), i nipoti (figli di fratelli), i bisnonni, i pronipoti (figli di nipoti) del coniuge.
No, Resto al Sud non è un bando e non prevede scadenze, né graduatorie. È un incentivo "a sportello": le domande possono essere presentate fino a quando ci sono fondi disponibili.
Esclusivamente on line, sul sito web di Invitalia. Leggi tutti i dettagli.
La persona che compila la domanda deve essere uno dei soggetti richiedenti, in possesso dei requisiti richiesti. Il sistema informatico verifica, al momento della presentazione della domanda, che il compilatore faccia parte della compagine. Se il controllo dà esito negativo, non sarà possibile presentare la domanda.
No, dopo aver compilato la domanda on line devi scaricare il file che il sistema genera alla fine della procedura, firmarlo digitalmente e caricarlo di nuovo sulla piattaforma insieme a tutta la documentazione richiesta.
Sì. Il proponente può modificare autonomamente i contatti inseriti nella sezione A.4 Informazioni di contatto (recapito telefonico, indirizzo mail e PEC) soltanto dopo la presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni.
Per le attività d’impresa:
Per le attività libero professionali:
No, la procedura è tutta digitale.
Sì, nella domanda devi indicare un indirizzo PEC a cui Invitalia invierà tutte le comunicazioni.
La PEC deve consentire di comunicare anche con soggetti privati. Non sono quindi adatte le PEC governative (quelle con estensione @pec.gov.it) perché consentono la comunicazione solo tra cittadino e Pubblica Amministrazione.
Puoi utilizzare gli appositi moduli e seguire le istruzioni in essi contenute.
No, quando presenti la domanda non sei obbligato a inserire la documentazione tecnica. Se vuoi, puoi comunque allegarla.
Sì.
Circa due mesi. Normalmente l'esito della valutazione viene comunicato via PEC entro 60 giorni dalla data di presentazione della domanda. I tempi possono essere più lunghi in presenza di carenze progettuali e/o documentali.
La domanda viene valutata da Invitalia in due fasi: la prima serve a verificare il possesso dei requisiti, la seconda prende in esame le competenze dei soci e la fattibilità economico-finanziaria del progetto.
Sì, tutti i componenti del team imprenditoriale devono sostenere un colloquio con gli esperti di Invitalia, tramite Teams. Se anche un solo socio non partecipa al colloquio, la domanda viene respinta.
No, non c'è nessuna graduatoria. Ogni domanda viene valutata indipendentemente dalle altre e viene ammessa sulla base dei punteggi indicati nell'allegato 2 della Circolare attuativa.
Durante la valutazione possono emergere carenze o criticità (ad esempio: la domanda non rispetta tutti i requisiti di accesso o i punteggi assegnati per i singoli criteri di valutazione non sono sufficienti a renderla ammissibile). In questo caso Invitalia ti comunica quali sono i motivi ostativi all'accoglimento della domanda: puoi rispondere entro 10 giorni con delle controdeduzioni scritte, che comportano un supplemento di istruttoria. Se le informazioni fornite consentono di superare le criticità, Invitalia ti invia la comunicazione di esito positivo. In caso contrario, ti viene comunicata la non ammissibilità della domanda.
Devi presentare la documentazione per dimostrare:
Puoi chiederlo solo alle banche che aderiscono alla convenzione Invitalia-ABI. Guarda l’elenco (in continuo aggiornamento).
La banca si impegna a concludere l'istruttoria entro 45 giorni dalla richiesta del finanziamento bancario oppure, per i richiedenti non ancora costituiti in società, entro 45 giorni dalla data di costituzione.
L’erogazione del finanziamento bancario avviene immediatamente dopo l’ammissione all’agevolazione, il contributo a fondo perduto viene erogato da Invitalia per stati di avanzamento lavori (SAL). Puoi chiedere la prima erogazione solo se hai realizzato almeno il 50% del tuo programma di spesa. Puoi chiedere il primo SAL anche a fronte di fatture non quietanzate.
I tempi di erogazione sono questi:
La data di avvio è quella che compare sul primo titolo di spesa ammissibile alle agevolazioni. La data di ultimazione è quella riportata nell'ultimo titolo di spesa ammissibile.
Oltre alla proprietà dei locali, è ammesso l'affitto con un contratto regolarmente registrato che garantisca la disponibilità della sede per tutta la durata del finanziamento. (N.B. se il locale che si vuole prendere in locazione è di proprietà di uno dei soci, dei relativi coniugi, dei parenti o affini dei soci entro il terzo grado, è consentita la locazione, ma non si possono rendicontare le spese relative ai canoni di affitto). Non è consentito il comodato d'uso. Il titolo di disponibilità della sede aziendale deve essere presentato in occasione della prima richiesta di erogazione.
No, per qualsiasi tipologia di attività la sede operativa non può coincidere con la propria residenza. La destinazione d’uso dell’immobile deve essere coerente con la tipologia di attività prescelta.
Per le attività che non necessitano di una sede aziendale (food truck - attività ambulanti e/o itineranti ad es. imprese edili) è comunque richiesto un titolo di disponibilità per il ricovero del mezzo e delle attrezzature finanziate con cui si svolge la stessa..
Entro 24 mesi dal provvedimento di concessione, tranne i casi in cui Invitalia accerta che il ritardo non è imputabile al beneficiario.
Sì, il programma di spesa realizzato può essere inferiore rispetto quello ammesso, purché autoconsistente (vale a dire completo di tutto ciò che è necessario per far sì che sia funzionale allo svolgimento dell’attività) e interamente pagato.
In tal caso, il contributo a fondo perduto, previsto nel Provvedimento di concessione, sarà ridotto e riparametrato in base al programma effettivamente realizzato, tenendo conto che il finanziamento bancario è già stato erogato per intero e non può essere modificato. In altre parole, la Misura Resto al Sud agevola il 100% delle spese ammissibili (punto 7.3 della Circolare 33/2017 e ss.mm.ii.), il mutuo agevolato concesso da Provvedimento viene erogato per intero a inizio progetto e per tale motivo non può essere variato. Il contributo a fondo perduto, da erogare a fine progetto, sarà quindi ridotto in misura proporzionale alla riduzione del programma di spesa rendicontato e ammesso, in quanto il contributo complessivo (mutuo + fondo perduto) non potrà superare l’investimento effettivamente realizzato. A titolo esemplificativo, se l’investimento ammesso da provvedimento di concessione è pari a € 100.000 e l’investimento ammesso finale è pari a € 80.000, il contributo a fondo perduto maturato, inizialmente pari € 35.000, sarà ridotto a € 15.000, cioè sarà calcolato come differenza tra il programma di spesa realizzato (€ 80.000) e il finanziamento bancario già interamente erogato (€ 65.000), a copertura del 100% della spesa ammessa.
Puoi effettuare una verifica preliminare sui portali pubblici: www.infoimprese.it e www.registroimprese.it oppure tramite la sezione verifica partita IVA dell’Agenzia delle Entrate. In alternativa, puoi chiedere al fornitore una Visura Camerale con evidenza del codice ATECO dell’attività, che dovrà corrispondere all’oggetto della fornitura.
Sì, la fattura deve contenere la descrizione specifica del bene/servizio acquistato (quantità, importi, eventuali acconti, etc. e descrizione analitica delle opere edilizie di ristrutturazione realizzate, nel caso vi siano) e la dicitura “Spesa finanziata per un importo pari a € ………. del progetto agevolato con la misura Resto al SUD RSUD0000000”. Ogni fattura inoltre deve recare la stampigliatura del CUP assegnato al progetto con il Provvedimento di Concessione.
Sì, tali spese sono ammesse nella macro-voce Spese per Capitale Circolante. Tale macro-voce ha il limite massimo pari al 20% del programma di spesa complessivo.
No, per qualsiasi tipologia di attività è necessario individuare una sede operativa che garantisca l’utilizzo esclusivo dei beni aziendali ammessi alle agevolazioni. Per quanto riguarda il co-working, lo stesso è ammissibile purché gli spazi affittati siano in porzioni di immobili chiusi e fisicamente separati, messi a disposizione nell’ambito di immobili dedicati all’affitto di uffici/laboratori.
E’ possibile solo a patto che siano osservate le previsioni di legge: per questo la variazione deve essere richiesta tramite PEC, corredata dalle DSAN richieste in sede di presentazione della domanda (Allegato B, Allegato D, Allegato F) per i nuovi soci, con indicazione delle motivazioni del cambiamento e delle conseguenze sul progetto imprenditoriale approvato. Tale richiesta sarà sottoposta ad una valutazione che potrà comportare l’approvazione o il diniego. In ogni caso, non sono consentite variazioni che comportino modifiche sostanziali al progetto imprenditoriale approvato e individuato nel Provvedimento di concessione, pena la revoca delle agevolazioni, ovvero variazioni che impattino su elementi oggetto di specifica valutazione in sede istruttoria oppure che rilevino ai fini della coerenza complessiva del progetto o sugli aspetti indicati nel Provvedimento di concessione. La variazione di compagine effettuata senza l’autorizzazione dell’Agenzia è causa di revoca delle agevolazioni.
Fermo restando quanto riportato nella precedente FAQ (ossia che ogni variazione di compagine sociale deve essere preventivamente autorizzata dall’Agenzia, pena la revoca), le imprese beneficiarie possono richiedere a Invitalia l’autorizzazione all’ingresso, in compagine, di investitori istituzionali o qualificati, o Business Angel. Tale richiesta sarà valutata dall’Agenzia sulla base della presenza delle seguenti condizioni: che l’investitore abbia intenzione di apportare risorse finanziarie pari almeno al 15% del programma di spesa ammesso alle agevolazioni e che abbia una quota di capitale sociale inferiore al 50%; inoltre, nel caso in cui l’investitore sia un Business Angel, lo stesso dovrà risultare iscritto ad una delle associazioni di categoria ad oggi esistenti, oppure dovrà dimostrare di aver già effettuato operazioni di investimento in almeno altre due Start-Up/PMI innovative, per un importo cumulativo minimo di € 50.000.
Sì, i componenti del team imprenditoriale devono sostenere il colloquio con gli esperti di Invitalia tramite l’applicativo Teams: quest’ultima modalità permette di connettersi alla videochiamata anche da dispositivi diversi, con accessi in contemporanea. Il colloquio potrà essere svolto con la sola presenza del socio/dei soci entrante/i.
Poiché il soggetto beneficiario è un’impresa esercitata in forma di società, ancorché unipersonale, il contributo erogabile è calcolato secondo il criterio previsto dal DL Rilancio per questa forma giuridica, ossia 10.000 euro per ogni socio.
No, in quanto la determinazione del contributo viene calcolata sulla base del numero dei soci componenti la compagine al momento del provvedimento al netto di eventuali successive dimissioni.
No, in quanto la determinazione del contributo dipende anche dal numero dei soci (sia con i requisiti, sia senza) effettivo al momento dell’erogazione. In pratica il contributo va calcolato sul dato minore tra il numero di soci inizialmente ammesso e quello effettivamente presente al momento dell’erogazione.
Si, la norma prevede il contributo per ogni socio, senza alcuna specifica circa il possesso dei requisiti.
No, in quanto la norma prevede che il contributo massimo riconoscibile non superi comunque i 40.000 euro.
NO, in quanto titolare di attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017.
NO, in quanto titolare di attività di impresa in esercizio alla data del 21 giugno 2017.
SI, in quanto non titolare d’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017 e, qualora la domanda avesse per oggetto l’esercizio di un’attività libero-professionale, in quanto la titolarità della partita IVA non sussiste nei dodici mesi precedenti alla presentazione della domanda.
NO, in quanto, seppure l’attività oggetto della domanda di agevolazione risulti associata ad un codice ATECO non identico fino alla terza cifra di classificazione delle attività economiche a quello relativo alla partita IVA di cui il proponente risulta già titolare, la partita IVA dell’attività oggetto della domanda di agevolazione deve, comunque, risultare successiva al 21/06/2017.
SI, in quanto titolare di partita IVA risulta aperta dopo il 21/06/2017 e non movimentata.
NO, in quanto titolare, nei 12 mesi precedenti alla presentazione della domanda, di partita IVA movimentata associata ad un codice ATECO (69.20.11) identico, fino alla terza cifra, a quello corrispondente all’attività oggetto della domanda di agevolazioni (69.20.14: Attività svolta dai Centri di assistenza fiscale).
SI, (formalmente), in quanto, seppur titolare nei 12 mesi precedenti alla presentazione della domanda di partita IVA movimentata (aperta dopo il 21/06/2017), la stessa è associata ad un codice ATECO non identico, fino alla terza cifra, a quello corrispondente all’attività oggetto della domanda di agevolazioni.
Dal punto di vista sostanziale, il progetto imprenditoriale presentato dovrà necessariamente prevedere l’offerta di servizi (e conseguenti linee di ricavo) diversi da quelli precedentemente erogati.
Poiché l’attività che intende avviare ha per oggetto una professione di tipo ordinistico, i requisiti richiesti sono quelli previsti per le attività libero-professionali; pertanto, oltre all’età, alla residenza, alla non titolarità di un’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017, alla mancata fruizione nell’ultimo triennio di agevolazioni nazionali a favore dell’autoimprenditorialità e la non titolarità di un contratto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, dovrà dimostrare la non titolarità nei 12 mesi precedenti alla presentazione della domanda di una partita IVA movimentata per lo svolgimento di un’attività analoga a quella oggetto della domanda di agevolazione.
SI, potete presentare domanda di agevolazione a valere sulla misura Resto al Sud per un progetto imprenditoriale che preveda un programma di spesa non superiore a € 100.000,00, in quanto il libero professionista con partita IVA movimentata associata al codice ATECO 70.22.09 (identico fino alla terza cifra a quello riconducibile all’attività oggetto della domanda di agevolazione), dovrà partecipare al progetto imprenditoriale come socio non in possesso dei requisiti soggettivi, garantendo comunque, in virtù della presenza di ulteriori due soci in possesso dei requisiti, il rapporto numerico previsto dalla normativa.
Progetti finanziati
Agevolazioni nette concesse
Posti di lavoro creati
Dati aggiornati al 1 gennaio 2025
Il ministro Abodi ha inaugurato l’hub di Palermo. Invitalia è soggetto attuatore dell’iniziativa
Il decreto MIMIT 23 gennaio 2025 prevede agevolazioni finalizzate allo sviluppo e all’introduzione sul mercato di prodotti, soluzioni o applicazioni operative
La misura è promossa dal Mimit e gestita da Invitalia. Disponibili 3 milioni di euro
Il progetto, promosso dal MIMIT e gestito da Invitalia, è dedicato al consumo sostenibile e consapevole
È online lo short documentary realizzato da Will Media in collaborazione con Invitalia
Chiara Gambaro, finanziata da Invitalia, è amministratrice unica della Bios Laboratori
Il progetto sostenuto con l'incentivo Italia Economia Sociale
La startup innovativa finanziata da Smart&Start in un servizio del Tg1