Resto al Sud 2.0

L’incentivo per gli under 35 che vogliono avviare un’attività nel Mezzogiorno

Incentivo Resto al Sud 2.0

Resto al Sud 2.0

FAQ - TUTORAGGIO E ATTUAZIONE

Domande frequenti con risposte sintetiche e di carattere generale.

Prima del tutoraggio

Per caricare la documentazione post-concessione, prevista all’art. 12 del DD 8 ottobre 2025, occorre seguire questi passaggi:

  1. Accedere con l’identità digitale all’area “La tua scrivania”
  2. entrare nella sezione “Gestione Domanda”
  3. entrare nella sezione “Sportelli disponibili
  4. entrare nella sezione “EROGAZIONE
  5. selezionare “Sportello di tutoraggio”
  6. cliccare sul pulsante “Inizia la compilazione”

Nella pagina successiva potrà caricare tutti gli allegati richiesti.

È necessario caricare tutta la documentazione richiesta, consultando l’elenco disponibile nella sezione “Modulistica post-concessione”, presente sul sito istituzionale di Invitalia, sezioni Autoimpiego Centro-Nord o Resto al Sud 2.0.

Sono ammissibili le spese sostenute dopo la presentazione della domanda. 

Si possono emettere e ricevere fatture anche prima dell’avvio del tutoraggio.

I documenti di spesa da rendicontare devono riportare la dicitura prevista dall’art. 5 del provvedimento di concessione, in cui per spesa finanziata deve essere indicato il valore della spesa richiesta ai fini del calcolo del contributo, riferito alla singola fattura.

I pagamenti delle spese ammesse devono avvenire attraverso strumenti finanziari tracciabili e riportare nella causale il CUP e i riferimenti della fattura.

La richiesta di erogazione può essere presentata dopo almeno tre mesi dal provvedimento di concessione.

Sì, tramite PEC, indicando una motivazione oggettiva e il tempo richiesto.

Deve partecipare il titolare o il rappresentante legale dell’iniziativa economica e gli eventuali soci.

Conto corrente vincolato e conto corrente dedicato

Il conto corrente (dedicato o vincolato) può essere aperto dal momento in cui l’iniziativa economica è costituita e comunque entro il primo incontro di tutoraggio.

Occorre presentare l’estratto conto oppure, in alternativa, una lista movimenti timbrata dalla banca che evidenzi la disponibilità delle somme, l’intestazione del conto (iniziativa economica) e l’IBAN associato, oltre alla copia del contratto di apertura, in cui sono contenute le caratteristiche e le obbligazioni delle parti.

Sì, se la banca rientra nell’Elenco delle banche aderenti e resta confermato il deposito delle somme che hanno determinato l’eventuale premialità ottenuta nella fase istruttoria.

Il conto vincolato consente di presentare la richiesta di erogazione del SAL/Saldo con fatture non quietanzate, che saranno saldate in seguito all’erogazione del contributo secondo le modalità previste dalla normativa (art. 17 DD 8 ottobre 2025).

Il versamento va calcolato sull’importo del contributo concesso, al netto del valore del servizio di tutoring.

Sì, la documentazione relativa al conto corrente è richiesta a tutte le iniziative economiche.

I pagamenti sono effettuati dalla banca, secondo le modalità previste per il conto vincolato (art. 17 DD 8 ottobre 2025) e dopo l’esito positivo delle verifiche svolte da Invitalia sulla richiesta di erogazione.

Nel caso di iniziative economiche con domanda presentata su Autoimpiego Centro Nord, NO, perché con l’utilizzo, per i pagamenti, del conto dedicato tutte le fatture relative al programma di spesa ammesso alle agevolazioni devono essere quietanzate. sia per la richiesta di I Sal che di Saldo. 

Nel caso di iniziative economiche con domanda presentata su Resto al Sud 2.0, con l’utilizzo del conto corrente dedicato, nel I Sal possono essere presenti fatture quietanzate e non quietanzate, Per la richiesta di saldo tutte le fatture del programma di spesa, comprese quelle presentate al I Sal, devono essere quietanzate.

Con l’utilizzo del conto vincolato, tutte le fatture del programma di spesa, sia nella richiesta di I Sal, che in quella di Saldo, non devono essere quietanzate, visto che l’iniziativa economica non ha la traenza sul conto corrente.

No, non è previsto un sistema misto. Occorre scegliere tra conto dedicato e conto vincolato, seguendo le regole previste per ciascun conto corrente.

No, la richiesta di erogazione va presentata a Invitalia dopo almeno tre mesi dalla data di ammissione e va preparata insieme al tutor.

Sì, a condizione che siano conti correnti e garantiscano tracciabilità dei pagamenti. 

No, i conti di pagamento non sono ammessi. È possibile utilizzare solo conti correnti.

Le somme devono essere disponibili almeno fino al primo incontro. Le stesse durante la realizzazione del programma di spesa possono essere utilizzate per il pagamento delle relative fatture.

Dopo l’esito delle verifiche devono essere versate le quote non coperte dalle agevolazioni, l’IVA dovuta e le eventuali commissioni bancarie previste. Il versamento può essere sostituito dalla delibera bancaria, in cui la Banca si impegna a finanziare la quota di cofinanziamento.

Sì, il modulo DSAN Apertura conto corrente bancario è disponibile nella sezione “Modulistica post-concessione” del sito.

Il modulo va compilato e inviato via PEC entro 30 giorni dal provvedimento di concessione, solo in caso di apertura del conto corrente vincolato.

RENDICONTAZIONE E SPESE

Per regolarizzare la fattura occorre seguire la procedura indicata nella circolare dell’Agenzia delle Entrate (Prot. n. 563301/2025), in cui sono riportate le modalità per inserire tardivamente il CUP sulle fatture o in caso di CUP errato.

In via eccezionale, se i vincoli del Sistema di Interscambio non consentono l’inserimento della dicitura completa, possono essere accettate fatture con il solo CUP. Per le fatture non ancora emesse, resta obbligatoria la dicitura completa riportata all’art. 5 del provvedimento di concessione.

Non sono ammissibili le spese sostenute prima della data della presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni e quelle escluse dalla normativa di riferimento.

Nel caso di utilizzo del c/c dedicato:

  • per la misura Autoimpiego Centro-Nord i titoli di spesa presentati per la richiesta del Sal e/o del Saldo devono essere quietanzati;
  • per la misura Resto al Sud 2.0 i titoli di spesa per la richiesta del SAL possono essere anche non quietanzati, per importi compresi tra il 30% e il 70% delle spese ammesse, mentre per la richiesta del Saldo tutte le spese devono essere quietanzate.

No. I titoli di spesa da presentare riguardano solo il piano di spesa e non il servizio di tutoring.
L’importo concesso resta invariato entro i limiti del provvedimento; può essere riparametrato se le spese ammissibili risultano inferiori.

Sì, quando non è recuperabile secondo la normativa IVA, come, a esempio, nel regime forfettario, purché la spesa sia coerente con quanto previsto nella domanda.

Sì. I titoli di spesa devono essere rendicontati in piattaforma e rispettare i requisiti previsti, compresa la dicitura indicata nel provvedimento di concessione.

Le fatture dei fornitori esteri, che non transitano nel sistema di interscambio (SDI), devono essere regolarizzate attraverso la procedura prevista dall’Agenzia delle Entrate.

Nel piano di impresa possono essere riportate le spese già effettuate, purché restino coerenti con quanto indicato nella domanda. La verifica sarà svolta nel percorso di tutoraggio.

No. La richiesta di erogazione va presentata a Invitalia dopo almeno tre mesi dalla data di ammissione; sarà poi Invitalia, nel caso di utilizzo del c/c vincolato, a comunicare gli esiti anche alla banca.

Sì, anche presso negozi online, purché la fattura riporti la dicitura prevista nel provvedimento di concessione.

Le agevolazioni sono erogate tramite SAL e saldo. Il primo SAL può essere richiesto dopo almeno tre mesi dal provvedimento, anche includendo fatture di acconto, per importi compresi tra il 30% e il 70% delle spese ammesse.

In caso di esito positivo, il SAL è pagato entro 60 giorni dalla richiesta. Il programma di spesa va completato entro i termini previsti dal provvedimento e la richiesta di saldo va presentata entro i successivi tre mesi.

Sì, se le variazioni restano coerenti con il programma approvato e con l’iniziativa ammessa. La verifica sarà effettuata nel percorso di tutoraggio.

Sì, la richiesta può essere valutata nel percorso di tutoring e deve essere inviata via PEC con adeguata motivazione.

No. Il servizio di tutoring è un’agevolazione reale e non comporta una spesa da anticipare o rendicontare.

Sono ammissibili le spese strettamente connesse e funzionali alle esigenze produttive e gestionali dell’iniziativa, purché capitalizzate fra le immobilizzazioni. La verifica sarà effettuata in tutoraggio.

No. Tasse e imposte non sono ammissibili; sono invece ammissibili le spese per ideazione e realizzazione del marchio.

Sì, purché restino rispettate le condizioni sulla disponibilità delle somme previste dalla misura.

Se la dicitura non può essere inserita al momento dell’emissione, occorre seguire la procedura prevista per la regolarizzazione delle fatture, secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate (Prot. n. 563301/2025).

Sì, ma le spese non ammissibili non possono essere rendicontate.

I pagamenti devono transitare dal conto dedicato secondo le modalità previste dalla misura. L’erogazione avviene tramite SAL e saldo, nei tempi e con i requisiti previsti dal provvedimento.

Si. Le eventuali riallocazioni devono restare entro il limite del contributo ammesso e nel rispetto delle regole previste dalla Normativa che disciplina la misura agevolativa.

Sede dell’iniziativa

Entro il termine previsto dal provvedimento (30 gg.) va presentato un titolo che attesta la disponibilità della sede, (es. contratto di locazione, atto di acquisto, comodato) o, in via provvisoria un preliminare, che dovrà essere definito entro la richiesta dell’erogazione. Se necessario, il titolo già esistente può essere adeguato agli obblighi previsti dal provvedimento di concessione.

Sì, se la destinazione d’uso è compatibile con l’attività, non è previsto un flusso significativo di clientela e c’è un titolo di disponibilità che attesti l’uso esclusivo degli spazi per l’iniziativa.

Sì, ma la variazione della sede deve essere richiesta e autorizzata da Invitalia.

Può essere sufficiente la visura catastale che attesta la proprietà, purché risulti anche una destinazione d’uso compatibile con l’attività.

Sì, il comodato d’uso deve essere registrato. Il preliminare, invece, può essere presentato anche se non registrato.

Sì, se l’attività è compatibile con la destinazione abitativa e non comporta un flusso intenso di clienti o merci.

Sì, può essere presentato un preliminare, da perfezionare con un contratto definitivo intestato correttamente all’iniziativa e con dati catastali aggiornati e regolari.

Sì, se la sede è compatibile con l’attività e viene trasmesso nei termini il relativo titolo di disponibilità o preliminare. La verifica di compatibilità sarà svolta in tutoraggio.

No. È sufficiente un titolo di disponibilità, come locazione o comodato, regolarmente registrato quando richiesto.

No, non è previsto un modello standard sul sito. La disponibilità della sede va dimostrata con un titolo idoneo e compatibile con l’iniziativa.

L’immobile in cui è ubicata la sede dell’iniziativa economica deve essere in regola con le normative urbanistiche e di destinazione d’uso previste dalla Normativa nazionale e da quelle locali.

Sì, se la durata del contratto è adeguata e gli spazi destinati all’iniziativa sono chiaramente individuati.

Variazioni del progetto

Le variazioni del progetto approvato sono ammissibili solo se preventivamente autorizzate da Invitalia, quando incidono in modo sostanziale sugli elementi valutati in istruttoria.

Sì, sono possibili variazioni formali del programma di spesa, purché i beni restino ammissibili e coerenti con l’iniziativa approvata.

Devono essere comunicate preventivamente le variazioni relative all’attività economica, alla sede operativa, alla titolarità o alla compagine societaria, quando comportano una modifica sostanziale del progetto approvato.

Sì, quando incidono in modo sostanziale sul progetto nel suo complesso; negli altri casi restano comunque soggette alla verifica di ammissibilità e coerenza da parte del tutor.

ALTRI QUESITI

Sì, purché l’altra società non sia a sua volta beneficiaria della misura e restino rispettati gli obblighi e i requisiti previsti.

Le variazioni rilevanti riferite all’attività agevolata devono essere preventivamente comunicate a Invitalia e, se sostanziali, autorizzate.

La valutazione dipende anche dall’eventuale assunzione di cariche, dallo svolgimento di attività lavorativa e dalla percezione di compensi nella nuova società.

Le indicazioni sugli eventuali obblighi di esposizione e sulle modalità di utilizzo saranno fornite nel percorso di tutoring.

Sì, è possibile inserire un nome di fantasia senza aprire una nuova partita IVA. Non è invece consentita l’apertura di una nuova partita IVA.

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