Mezzogiorno in crescita, online il secondo Instant Paper del Centro Studi Invitalia

Sono 14.000 le imprese sostenute da Invitalia nel 2025 al Sud

7 maggio 2026

Il Mezzogiorno cresce più del resto del Paese, anche se restano divari profondi su produttività, export e capitale umano.

Questo il tema al centro del secondo Instant Paper del Centro Studi Invitalia, che approfondisce le dinamiche di sviluppo del Sud lungo tre direttrici principali: l’andamento recente del PIL e degli investimenti nel Mezzogiorno; le criticità strutturali che ne condizionano la sostenibilità nel medio periodo; i dati sugli incentivi gestiti da Invitalia.

Negli ultimi anni il Mezzogiorno ha fatto registrare una dinamica del PIL più favorevole rispetto al resto del Paese. Secondo Confindustria e SRM (Studi e Ricerche per il Mezzogiorno) tra il 2019 e il 2024 il PIL meridionale è cresciuto del 7,7%, rispetto al 5,8% della media italiana.

Il quadro, però, resta ambivalente. Il PIL pro capite meridionale è ancorato a circa il 55% di quello del Centro-Nord e permangono alcune criticità strutturali, con particolare riferimento a produttività, internazionalizzazione e flussi migratori.

 

Il ruolo di Invitalia: sostegno ai grandi investimenti e alla creazione di imprese

Dai primi dati disponibili sul 2025, gli incentivi gestiti da Invitalia registrano segnali positivi per il Mezzogiorno, che assorbe il 49% degli investimenti attivati e il 68% delle agevolazioni concesse a livello nazionale, con una crescita rispetto al 2024 del 180% degli investimenti e del 146% delle agevolazioni.

Più in particolare, nel 2025 Invitalia ha sostenuto nel Sud 14.000 imprese e progetti di investimento, con più di 10 miliardi di euro di investimenti attivati e 4,2 miliardi di euro di agevolazioni concesse.

L’attività dell’Agenzia punta ad incidere positivamente su alcuni gap strutturali del Mezzogiorno, ad iniziare dalla produttività del lavoro che, secondo Svimez, si attesta tra il 70% e l'80% di quella del Centro-Nord. Da sottolineare anche il fenomeno dei flussi migratori: nel quadriennio 2021-2024 oltre 160.000 persone, in prevalenza giovani diplomati e laureati, hanno lasciato il Sud verso il Centro-Nord o l'estero.

In quest’ottica si possono evidenziare due linee d’azione da parte di Invitalia: quella dei grandi investimenti, soprattutto attraverso i Contratti di sviluppo, che puntano a migliorare filiere, dimensioni e produttività, e quella della creazione di nuove imprese - con strumenti come Resto al Sud, diventato ora Resto al Sud 2.0 - essenziale per sostenere il tessuto imprenditoriale locale, soprattutto in zone caratterizzate da fragilità demografiche.

Leggi l’Instant Paper sul Mezzogiorno per approfondire numeri e analisi

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