
Brevetti: l'Italia nella top 10 globale 2025
Dal Centro Studi Invitalia alcune direttrici per consolidare il posizionamento nel ranking: continuità delle filiere, semplificazione amministrativa e tecnologie emergenti

Lo scenario 2025: il traguardo globale e le sfide per l'Italia
Il posizionamento dell'Italia nel panorama brevettuale globale del 2025 restituisce un'immagine articolata e per molti versi incoraggiante, perfettamente inserita in un ecosistema europeo caratterizzato da una forte vivacità.
A testimoniare il dinamismo del Vecchio Continente sono i numeri: nel 2025, infatti, le domande di brevetto presentate all'Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) hanno superato per la prima volta la soglia delle 200.000 unità, toccando il record storico di 201.974 depositi (+1,4%).
Un traguardo che, come ha sottolineato il presidente dell'EPO António Campinos durante la presentazione del Technology Dashboard 2025, certifica in modo inequivocabile la capacità innovativa dell'Europa e la sua attrattività come mercato tecnologico di primo piano.
A trainare questa corsa all'innovazione sono le tecnologie di frontiera: in testa spicca l'Informatica, trainata dall'Intelligenza Artificiale e dal Quantum Computing, seguita a stretto giro dalla Comunicazione Digitale (6G) e dalle tecnologie per le Batterie.
In questo scenario globale, sempre più dominato dai giganti asiatici, la principale leva di competitività per l'Europa – e cruciale per la stessa Italia – risiede nella valorizzazione del tessuto delle piccole e medie imprese. I dati lo confermano: nel 2025, il 26% delle domande provenienti dall'Europa è stato depositato proprio da PMI o singoli inventori.
Per queste realtà, uno strumento si sta rivelando particolarmente rilevante: il Brevetto Unitario. Essendo stato scelto dalle PMI nel 48,3% dei casi, rappresenta un segnale inequivocabile di quanto la tutela della proprietà intellettuale su scala internazionale abbia oggi bisogno di strumenti agili, accessibili ed efficienti.

I richiedenti italiani hanno depositato 4.767 domande nel corso del 2025. L'Italia è al 10° posto a livello mondiale.
Nel dettaglio: Trasporto (9,5%), Handling (8,6%), Macchine speciali (6,5%), Ingegneria civile (6,2%) e Tecnologie medicali (5,7%).
Dati European Patent Office 2026
LA FOTOGRAFIA DELL'ITALIA
In questo contesto, i richiedenti italiani hanno depositato 4.767 domande nel corso del 2025. Nonostante un lieve calo del -1,8% — in linea con le contrazioni registrate da Germania e Regno Unito — l'Italia si conferma saldamente al 6° posto tra gli Stati membri EPO e al 10° posto a livello mondiale.
Il dato più significativo riguarda tuttavia i brevetti concessi: i 3.767 grant ottenuti rappresentano il risultato più elevato degli ultimi anni, a testimonianza di un trend in netta e consolidata ripresa.
Permane tuttavia un nodo strutturale irrisolto: l'Italia pesa ancora soltanto per il 2,4% sul totale delle domande depositate all'EPO, distanziandosi in misura considerevole da Paesi come la Germania (12,1%) e la Francia (5,4%).
L'analisi per settori rivela una marcata polarizzazione della specializzazione italiana. Il Paese consolida la propria leadership nella meccanica e nell'automazione: il Trasporto (9,5%) e l'Handling (8,6%) guidano la classifica delle domande, seguiti da Macchine speciali (6,5%), Ingegneria civile (6,2%) e Tecnologie medicali (5,7%).
Questa solida vocazione manifatturiera convive, tuttavia, con una debolezza strutturale critica nei settori software-intensive: l'Informatica si ferma ad appena il 2,0%, segnalando l'assenza di grandi operatori italiani in ambiti a elevatissima crescita globale, oggi dominati quasi interamente da colossi asiatici e nordamericani.
I top applicant Italiani
- 1. Coesia (179 domande) - Automazione/Packaging
- 2. Ferrari (151 domande) - Automotive hi-tech
- 3. Iveco Group (68 domande) - Motori e sistemi pesanti
A seguire: Pirelli (43), Chiesi e Leonardo (36).
Il CNR è l'unico ente pubblico in top 10.
Sul piano territoriale emergono con nitidezza poli di eccellenza di rilevanza continentale. La Lombardia si posiziona come 12ª regione nell'Unione Europea, concentrando il 28,4% del totale nazionale con una spiccata specializzazione su polimeri e farmaceutica; al suo interno, Milano si conferma capitale dell'innovazione, classificandosi 16ª città in Europa con 561 domande. Segue l'Emilia-Romagna, anch'essa 16ª in UE, che registra un significativo balzo del +10,8%, trainato in particolare dal comparto dell'Handling.
Il divario di genere rimane uno dei nodi più critici — e più urgenti — dell'ecosistema dell'innovazione. Nonostante il 37% dei dottorati STEM in Europa sia conseguito da donne, queste rappresentano soltanto il 13,8% degli inventori che presentano domanda di brevetto — il noto fenomeno della leaking pipe — e appena il 10% nelle start-up innovative.
L'Italia si posiziona leggermente al di sopra della media europea, con il 14,7% di inventrici e il 12,5% di fondatrici di start-up brevettuali. Persiste tuttavia un marcato divario settoriale: le donne rappresentano quasi il 35% degli inventori nella farmaceutica, ma scendono sotto il 5% nella meccanica. Un segnale incoraggiante proviene dalla dimensione collettiva: oggi il 24% dei team che richiedono un brevetto include almeno una donna, rispetto ad appena il 4% del 1980 — un progresso lento, ma costante e misurabile.
L'ecosistema MIMIT-Invitalia: la filiera del trasferimento tecnologico
I dati confermano che il tessuto industriale italiano possiede le potenzialità per competere su scala globale, ma sconta ancora una persistente difficoltà nel trasferire i risultati della ricerca al sistema produttivo. Per colmare questo divario, l'azione di Invitalia — su mandato del MIMIT-UIBM — si articola su due strumenti tra loro altamente sinergici, concepiti per accompagnare le invenzioni dall'ideazione fino al mercato globale.
La forza di questa strategia risiede nella sua logica sequenziale: la misura Proof of Concept (PoC) abbatte il rischio iniziale colmando la cosiddetta "valle della morte", mentre Brevetti+ subentra per proiettare l'innovazione validata verso la piena industrializzazione.


Brevetti+ - Industrializzazione e Mercato
Focus PoC: una trasformazione sistemica del trasferimento tecnologico
Il primo snodo critico del percorso innovativo - il passaggio da TRL 3 a TRL 6 - che, come abbiamo già accennato, coincide con la "valle della morte": quella fase in cui numerose tecnologie promettenti si perdono prima ancora di raggiungere il mercato.
I programmi PoC intervengono simultaneamente sul piano finanziario e manageriale, configurandosi come autentici abilitatori di Open Innovation tra università, enti pubblici di ricerca (EPR), IRCCS e settore privato.
Il percorso strutturato per fasi
1. Fase preparatoria
Definizione del commercial concept, identificazione del mercato e costruzione di team multidisciplinari.
2. Fase di valutazione
Esperti dal mondo industriale rafforzano il collegamento tra tecnologia ed esigenze di mercato.
3. Fase esecutiva & stage-gate
Test applicativi. Il programma ha funzionato come filtro: 21 progetti non validati dal mercato sono stati fisiologicamente abbandonati.

I risultati sono significativi: da un TRL medio iniziale di 3,5 si è raggiunto un TRL di 5,8, con 41 contratti di licenza o cessione, 31 spin-off accademici e 57 accordi di ricerca stipulati.
Le 155 tecnologie gestite dal primo bando (2019) si concentrano nei settori Life Science & Biomedicale (32,9%), Chimica e Nuovi Materiali (21,9%) e Ambiente e Costruzioni (14,2%).
*(TRL: Technology Readness Level)
Dati Netval 2022 2023 2025
FOCUS BREVETTI+: INDUSTRIALIZZAZIONE E IMPATTO SUL MERCATO
Superata la fase di validazione (TRL 6 → 9), Brevetti+ eroga contributi fino a 140.000€ a sostegno della competitività delle PMI, attraverso l'accesso a servizi specialistici ad alto valore aggiunto.
La misura ha raggiunto per il 60% microimprese, registrando un +34% di progetti giunti a TRL 9 — pronti per il mercato — e generando lo sviluppo di nuovi prodotti nell'88% dei casi, con un tasso di soddisfazione del 90% tra le PMI beneficiarie.
Gli ambiti tecnologici coperti spaziano dalla Mobilità e Fabbrica Intelligente (26%), all'Energia e Design (24%), fino alle Scienze della Vita (21%).
I fondi vengono allocati prevalentemente in attività di Industrializzazione — studi di fattibilità e test tecnici per l'84% delle imprese — seguite da Organizzazione e sviluppo e Trasferimento tecnologico.

I principali ambiti tecnologici coperti: 26% mobilità e fabbrica intelligente, 24% energia e design, 21% life sciences.
L'incremento del livello di maturità tecnologica post validazione: 6 TRL* medio iniziale > 9 TRL* medio finale
Analisi contrattuale: con Brevetti+ maggiori investimenti in R&D tra le imprese beneficiarie.
Percentuale delle imprese che investono più del 20% del proprio fatturato in ricerca e sviluppo: con Brevetti+ 32% senza agevolazione solo il 5%
*(TRL: Technology Readness Level)
Dati PTSCLAS 2025
Analisi d'impatto: il valore dell'incentivo tra beneficiari e gruppo di controllo
L'analisi controfattuale restituisce una valutazione scientificamente solida dell'efficacia di Brevetti+. Tra le imprese beneficiarie emerge una forte propensione all'investimento in R&S — oltre il 32% destina più del 20% del fatturato alla ricerca —, un incremento nel deposito di nuove domande di brevetto e un rilevante effetto coesivo a vantaggio delle microimprese del Centro-Sud.
Il confronto con il gruppo di controllo è altrettanto rilevante: solo il 5% delle imprese prive di agevolazione destina più del 20% del fatturato alla R&S, mentre gli alti costi di estensione internazionale rappresentano un freno concreto alla crescita. A pesare ulteriormente è un significativo gap informativo: il 45% di queste imprese ignora del tutto l'esistenza della misura, sottolineando l'urgenza di politiche di comunicazione più efficaci e capillari.
LE PROSPETTIVE FUTURE
L’ingresso dell’Italia tra i primi dieci Paesi al mondo per domande di brevetto rappresenta un segnale incoraggiante, ma non ancora un punto di arrivo.
Per consolidare questo posizionamento e tradurlo in una capacità strutturale di leadership a livello europeo, le evidenze emerse dalle valutazioni d'impatto congiunte di PoC e Brevetti+ indicano alcune direttrici prioritarie.
Da un lato, è fondamentale garantire una filiera del trasferimento tecnologico ininterrotta, evitando vuoti normativi o finanziari tra la validazione in laboratorio e l'ingresso sul mercato.
Questo richiede il rafforzamento stabile della dotazione finanziaria, una radicale semplificazione degli adempimenti burocratici e una maggiore adattabilità operativa degli strumenti rispetto ai fabbisogni delle imprese.
Dall'altro lato, le sfide future impongono di agire sul capitale umano e relazionale: occorre promuovere una cultura imprenditoriale tra i ricercatori e i giovani talenti (studenti e dottorandi), fornendo loro gli strumenti manageriali per trasformare la ricerca in impresa.
Inoltre, diventa cruciale coinvolgere il settore privato e gli investitori fin dalle primissime fasi di sviluppo (Open Innovation), creando sinergie pubblico-private più solide.
Parallelamente, emerge la necessità ineludibile di favorire il ruolo delle donne nella ricerca, nell'innovazione e nelle start-up, in piena coerenza con le direttrici tracciate a livello comunitario dall'EU's Action Plan for Women in Research, Innovation and Startups, per sbloccare l'intero potenziale inespresso del nostro ecosistema.
In tale quadro, emerge con chiarezza la necessità di orientare le politiche pubbliche sempre più verso le tecnologie emergenti, accompagnando startup e PMI nei processi di sviluppo, consolidamento e programmazione industriale lungo un orizzonte di medio-lungo periodo, potenziando al contempo i servizi legati all'internazionalizzazione. Concentrarsi esclusivamente sulle grandi imprese e sulle tecnologie già mature rischia, infatti, di collocare il sistema produttivo nazionale su terreni nei quali altri Paesi, come la Cina, hanno già acquisito vantaggi incolmabili.
Fonti
- European Patent Office (2026) – Demand for European patents in 2025 exceeded 200,000 for first time
- Netval (2022), Report di monitoraggio sul Bando per la realizzazione di programmi di valorizzazione dei brevetti tramite il finanziamento di progetti PROOF OF CONCEPT (PoC) delle Università italiane, degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) e degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), Roma.
- Netval (2023), Rapporto di analisi di impatto sul bando Proof of Concept – PoC, Roma.
- Netval (2025), L'impatto del primo bando Proof-of-Concept (PoC) – 5 anni dopo, Roma.
- PTSCLAS (2025), Analisi di impatto della misura Brevetti+ (rapporto finale), Roma.