Contratti istituzionali di sviluppo

L'obiettivo è il recupero e la valorizzazione dell’ex Carcere Borbonico
 

Contratto istituzionale di sviluppo Santo Stefano - Ventotene

Il Contratto Istituzionale di Sviluppo per il recupero e la valorizzazione dell’ex Carcere Borbonico dell’isola di Santo Stefano (CIS Ventotene) prevede un insieme articolato di interventi finalizzati al recupero dell’intero complesso in chiave culturale, museale e didattico-formativa.

Sottoscritto con l'intesa del Ministero dell'Economia e della Finanze il 3 agosto 2017, il CIS è finanziato con 70 milioni di euro dalla Delibera CIPE 3/2016.

Oltre a Invitalia, i sottoscrittori sono: la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell'Ambiente, il Mibact, l'Agenzia del Demanio, la Regione Lazio, il Comune di Ventotene e la Riserva Naturale e Area Marina Protetta "Isole di Ventotene e S.Stefano".

Invitalia, in qualità di soggetto attuatore del CIS:

  • cura la fase di progettazione e di realizzazione degli interventi
  • svolge le attività di centrale di committenza con funzione di stazione appaltante
  • fornisce supporto tecnico specialistico ai sottoscrittori del CIS. 

 

Gli interventi

 

La prima fase di attuazione del CIS prevede la realizzazione di tre interventi:

 

1. Realizzazione e adeguamento degli approdi all'isola di Santo Stefano

Obiettivo dell’intervento è rendere accessibile l’Isola e consentire lo sbarco in sicurezza di mezzi, materiali e persone.
Lo scalo della Marinella è storicamente quello più utilizzato ma anche il più idoneo per la vicinanza all’isola di Ventotene, per i fondali sabbiosi e non troppo profondi, per l’esistenza di una banchina scavata nella roccia e di una buona viabilità per il carcere. L’intervento su questo approdo prevede la realizzazione di un molo idoneo all’attracco di imbarcazioni per il trasporto di persone, con lunghezza inferiore a 24 m.
Lo scalo n. 4 è costituito da una piccola banchina naturale scavata nella roccia in corrispondenza di una insenatura piuttosto profonda, con fondali ripidi ed irregolari. Per questo scalo si prevede la regolarizzazione e il miglioramento dell’accosto a terra oltre che l’inserimento di idonee attrezzature d’ormeggio.

 

2. Messa in  sicurezza di emergenza degli edifici

Obiettivo dell’intervento è limitare il processo di degrado accelerato dell’ex carcere borbonico e garantirne l’accesso in sicurezza.
Le opere interesseranno il nucleo storico dell’ex carcere borbonico, comprensivo delle celle di detenzione e dell’avancorpo centrale e le vie di accesso al corpo centrale dall’approdo della Marinella, inclusa la stabilizzazione della falesia.
Invitalia ha progettato l’intervento di messa in sicurezza del nucleo storico, mentre l’Agenzia del Demanio si occuperà della progettazione degli interventi di messa in sicurezza dell’ex casa del direttore.

 

3. Studio di fattibilità

È il documento di fattibilità delle alternative progettuali e funzionali finalizzate al restauro integrale, alla valorizzazione e al riuso dell’ex carcere borbonico dell’isola di Santo Stefano – Ventotene in coerenza con la vision di preservare il complesso da crolli ma anche di garantire la conservazione e la lettura della storia e dell’identità che la costruzione incarna.
Per la realizzazione dello studio di fattibilità è stato elaborato un masterplan del progetto integrato di recupero e valorizzazione dell’ex carcere, frutto della partecipazione attiva della comunità locale, della comunità scientifica, del mondo accademico e della ricerca nel campo dell’economia della cultura e della rigenerazione socioeconomica, del territorio e del paesaggio.
Lo studio di fattibilità costituirà la base per la realizzazione delle successive fasi di progettazione ed esecuzione degli interventi di recupero.

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Per i dettagli >> http://commissariocissantostefano.governo.it/it/