Fondo Idrico PNRR: da MIT e Invitalia assegnati 1,55 miliardi alle infrastrutture del settore
Sono 59 gli interventi che assorbono l’intera dotazione finanziaria disponibile. Invitalia è implementing partner e gestore di tutte le fasi di attuazione del Fondo
Un risultato senza precedenti per velocità e dimensione, che porta il Paese verso infrastrutture idriche più sicure, efficienti e resilienti.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) e Invitalia hanno completato, in meno di quattro mesi dall’avvio, la valutazione e l’assegnazione dell’intera dotazione del Fondo idrico SFNIISSI, il nuovo strumento nazionale finanziato dal PNRR per rendere sostenibili, anche dal punto di vista economico-finanziario, i progetti infrastrutturali legati alla gestione delle risorse idriche.
Invitalia opera in qualità di implementing partner, come previsto dalla Decisione di esecuzione del Consiglio ECOFIN del 27 novembre 2025 e dall’Accordo attuativo sottoscritto tra MIT e Invitalia che regola la gestione operativa del Fondo.
Sono 59 gli interventi finanziati su tutto il territorio nazionale, per un contributo complessivo di circa 1,55 miliardi di euro. A questi si aggiunge il cofinanziamento dei beneficiari per 683,5 milioni di euro, per un impegno finanziario complessivo sugli interventi di oltre 2,23 miliardi di euro.
Una quota significativa delle risorse – 829,81 milioni di euro, pari a circa il 53% della dotazione complessiva – è destinata al Mezzogiorno, superando con ampio margine la soglia minima del 40% prevista dal PNRR. Dei 59 interventi finanziati, 19 (il 32,2%) sono localizzati nelle regioni del Sud, le più esposte al rischio idrico e alle carenze infrastrutturali storiche.
La grande maggioranza degli interventi finanziati – 53 su 59 (89,8%) – riguarda l’efficientamento della risorsa idrica, la messa in sicurezza delle infrastrutture e la resilienza delle reti; i restanti 6 interventi riguardano la riduzione delle perdite attraverso tecnologie digitali.
I contributi, erogati a fondo perduto, coprono fino al 90% del costo degli interventi di efficientamento e messa in sicurezza strutturale e fino all’85% per quelli di riduzione delle perdite tramite digitalizzazione.
I beneficiari dello strumento, che garantiscono la copertura della quota restante con risorse proprie, dovranno completare le opere entro il 2031.
Per i 59 interventi finanziati, il cofinanziamento complessivo garantito dai beneficiari ammonta a circa 683,5 milioni di euro. Una parte significativa di questa cifra - 287 milioni di euro - è riconducibile a due soli grandi interventi strategici: la messa in sicurezza e l’ammodernamento del sistema idrico del Peschiera (Lazio) e il potenziamento dell'invaso di Campolattaro (Campania).
I restanti 396,5 milioni di euro rappresentano il cofinanziamento diretto garantito dai gestori del servizio idrico per gli altri interventi finanziati, a conferma della capacità del Fondo di mobilitare risorse private a complemento dell’investimento pubblico.