"Le donne di ora", la rassegna sull’empowerment femminile all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
Gli appuntamenti organizzati da Invitalia a Roma per contribuire a diffondere la cultura dell’empowerment e dell’imprenditoria femminile

LA RASSEGNA
“Le donne di ora” è una rassegna cinematografica organizzata da Invitalia in collaborazione con l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone per contribuire a diffondere la cultura dell’empowerment e dell’imprenditoria femminile, sottolineandone la funzione di motore per la valorizzazione e lo sviluppo delle comunità e dei territori.
L’iniziativa - gratuita, aperta alla città, a studentesse e studenti universitari – è nata nell’ambito del programma Imprenditoria Femminile, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con risorse del PNRR – Next Generation EU e gestito da Invitalia.
L’obiettivo degli appuntamenti è stato infatti parlare alle giovani generazioni, per raccontare storie di donne che hanno lasciato e lasciano un segno nella società e nel mondo del lavoro, contribuendo a combattere gli stereotipi di genere e a superare il gender gap, nei diversi ambiti in cui esso si manifesta.
La clip di sintesi delle tre serate
LA PRIMA SERATA
La serata inaugurale si è tenuta mercoledì 5 marzo 2025 con la proiezione del film “Vermiglio”, di Maura Delpero, presentato in anteprima alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia e vincitore del Leone d'argento.
Le voci della regista, della produttrice Francesca Andreoli e dell’attrice Sara Serraiocco hanno testimoniato l’importanza di valorizzare il talento delle donne nell’industria cinematografica italiana che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy.
L’evento è stato introdotto da un monologo recitato da Elena Sofia Ricci e tratto da “Elogio dell’imperfezione” del Premio Nobel Rita Levi Montalcini. Sono intervenute Giulia Di Tomaso, CTO & Co-Founder di Heremos e Giulia Vernucci, studentessa di Economia e Management dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.
LA SECONDA SERATA
Il secondo appuntamento del 3 aprile ha presentato un film di forte impatto visivo ed emozionale. Lo schermo dell’Auditorium si è acceso infatti con “Diamanti”, la più recente opera del regista Ferzan Ozpetek, che vede la presenza di ben 18 attrici per una storia tutta al femminile ambientata nel mondo di una delle eccellenze del Made in Italy: la moda.
Nel pubblico, studentesse e studenti tra cui le ragazze e i ragazzi dell'Hub di Salerno del progetto Rete – promosso dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri – che punta a costruire un ponte tra i giovani e il mondo delle imprese.
Due delle protagoniste di “Diamanti” hanno portato un saluto iniziale: Lunetta Savino e Milena Mancini, che ha recitato un monologo tratto da “Trotula, medica rivoluzionaria” di Emilia Zazza. La giovane imprenditrice Mara Bragaglia, founder dell’omonimo laboratorio di gioielleria etica a Torrice (FR), è intervenuta raccontando la sua storia imprenditoriale di “donna di ora”.
LA TERZA SERATA
La terza e ultima serata della rassegna è stata interamente dedicata al tema della violenza di genere, in collaborazione con la Fondazione Giulia Cecchettin. A moderare l’incontro è stata la giornalista Emma D’Aquino.
Dopo un video introduttivo, l’Amministratore Delegato di Invitalia, Bernardo Mattarella, ha sottolineato l’importanza dell’indipendenza economica femminile come strumento di libertà, sicurezza e crescita, ricordando l’impegno dell’Agenzia nel supportare donne che escono da situazioni di violenza domestica.
Uno dei momenti più toccanti è stata la lettura di una testimonianza da parte di una lavoratrice di Invitalia, che ha condiviso il proprio percorso di rinascita dopo un passato di violenza domestica.
A seguire, un dialogo tra l’imprenditrice Ottavia Semerari (Variabile K) e Maya Pandin (studentessa vincitrice del Premio di Laurea in memoria di Giulia Cecchettin) ha approfondito il ruolo dell’autonomia economica nel contrasto alla violenza di genere.
L’evento ha dato spazio anche al teatro: l’attrice Marina Rocco ha interpretato un reading tratto da “Il mio nome è Maria Stuarda” di Nicoletta Verna, evidenziando le dimensioni psicologiche della violenza.
Il momento centrale della serata è stata l’intervista a Gino Cecchettin, Presidente della Fondazione Giulia Cecchettin, che ha ribadito la necessità di investire in educazione, cultura e coinvolgimento dei giovani e degli uomini per prevenire la violenza sulle donne.
Il prossimo appuntamento della rassegna si terrà il 1° luglio 2026 a Roma.













