Sostegno autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI

Contributi per le imprese che utilizzano impianti solari fotovoltaici o mini eolici

Sostegno autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle pmi

Comunicazione per i beneficiari: adempimenti in materia di Pantouflage

Per garantire integrità e trasparenza nei procedimenti amministrativi ed in coerenza con le Linee guida ANAC, si informa che Invitalia applica il cd. “divieto di pantouflage”, assicurando che le imprese beneficiarie rispettino tale previsione normativa attraverso la trasmissione di una Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio (DSAN).
Il modello di dichiarazione è disponibile per il download nella sezione “Per le imprese beneficiarie”, unitamente agli ulteriori allegati, e dovrà essere inviato al momento della presentazione della richiesta di erogazione tramite l'area personale.

Eliminato l’obbligo di diagnosi energetica ex-ante per le PMI

Con decreto ministeriale 3 dicembre 2025, è eliminato l’obbligo della diagnosi energetica ex ante quale requisito per l’ottenimento delle agevolazioni previste per l’Investimento 16 "Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI".

Con il medesimo decreto è altresì precisato che le spese già sostenute o da sostenere per l'esecuzione della predetta diagnosi energetica continuano a costituire spesa ammissibile alle agevolazioni, in conformità a quanto stabilito dall’articolo 7, comma 3, del decreto ministeriale 13 novembre 2024.

GRADUATORIA

È stata approvata il 21 novembre 2025 la graduatoria delle 2.526 imprese ammesse all’agevolazione nell’ambito del primo sportello della misura “Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI - FER", chiuso in data 17 giugno 2025. La graduatoria, ai sensi dell’art. 9, comma 7, del decreto ministeriale del 13 novembre 2024, da oggi sarà pubblica anche sul sito del Ministero delle imprese e del Made in Italy.

 

È stata approvata il 15 maggio 2026 la graduatoria delle imprese ammesse all’agevolazione nell’ambito del secondo sportello della misura “Sostegno per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI - FER", chiuso in data 10 novembre 2025. La graduatoria, ai sensi dell’art. 9, comma 7, del decreto ministeriale del 13 novembre 2024, da oggi sarà pubblica anche sul sito del Ministero delle imprese e del Made in Italy.

COS'È

La misura “Sostegno per l’autoproduzione di energia da Fonti Rinnovabili nelle Pmi- FER”prevede un regime di agevolazioni, concesse sotto forma di contributo in conto impianti, per i programmi di investimento delle piccole e medie imprese finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica ricavata da impianti solari fotovoltaici o mini eolici, per l’autoconsumo immediato e per sistemi di accumulo/stoccaggio dell’energia dietro il contatore per autoconsumo differito.

Data di apertura: 8 luglio 2025

A CHI SI RIVOLGE

Possono beneficiare dell’agevolazione le PMI operanti sull’intero territorio nazionale, ad esclusione delle imprese che operano nel settore carbonifero e della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura. 

Non sono in ogni caso ammissibili alle agevolazioni le imprese la cui attività non garantisce il rispetto del principio DNSH, ai sensi dell'articolo 17 del regolamento (UE) n. 852/2020 del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 giugno 2020.

LE AGEVOLAZIONI

Le risorse destinate alla misura sono 320 milioni di euro, di cui il 40% riservato alle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e un altro 40% alle micro e piccole imprese.

Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa a graduatoria e assegnate ai programmi di investimento realizzati per un ammontare di spese ammissibili non inferiore a euro 30.000,00 (trentamila) e non superiore a euro 1.000.000,00 (un milione) nella misura massima del:

  • 30% per le medie imprese;
  • 40% per le micro e piccole imprese;
  • 30% per l’eventuale componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica dell’investimento;
  • 50% per la diagnosi energetica ex-ante necessaria alla pianificazione degli interventi previsti dal decreto.

PRESENTA LA DOMANDA

Grazie alla proroga inserita nel Decreto direttoriale 29 settembre 2025 la compilazione e la presentazione delle domande è possibile dalle ore 12.00 del 8 luglio 2025 alle 12.00 del 10 novembre 2025  accedendo all'area riservata.

Guida alla presentazione della domanda

Modulo di domanda – Fac-simile
(il fac-simile non va utilizzato per la presentazione della domanda)

Per la presentazione della domanda è necessario:

  • essere in possesso di un’identità digitale (SPID, CNS, CIE)
  • accedere all'area riservata per compilare online la domanda
  • disporre di una firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC)

Documentazione per presentare la domanda

Scarica il pacchetto completo degli allegati (.zip) 

I contributi verranno assegnati sulla base di una valutazione a graduatoria. Per stabilire l’ordine di valutazione si terrà conto di parametri quali:

  • capacità addizionale di produzione di energia da fonti rinnovabili
  • sostenibilità economica dell’investimento
  • possesso di pertinenti certificazioni ambientali di processo

Sono previste premialità per le imprese in possesso del rating di legalità e/o di una certificazione della parità di genere.

 

Nota bene
Dopo la presentazione della domanda, all’impresa richiedente viene comunicato il codice unico di progetto (CUP) che deve essere presente sulle fatture relative alle prestazioni agevolate. Ogni fattura deve riportare la dicitura “Agevolazioni di cui all’articolo 8 del decreto ministeriale 13 11 2024_FER – Progetto ID …………. CUP ……………”. Con riferimento ai titoli di spesa in formato elettronico, la suddetta dicitura può essere apposta nell’oggetto o nel campo note. Se non è possibile inserire per esteso questa dicitura, è necessario comunque l’inserimento del CUP all’interno della fattura elettronica, tenuto conto delle disposizioni di cui all’articolo 5, commi 6 e 7, del decreto-legge 24 febbraio 2023, n. 13, convertito con modificazioni dalla legge 21 aprile 2023, n. 41.

Modulistica

Di seguito la documentazione da scaricare, compilare e da allegare sulla propria area personale per richiedere le erogazioni.

Prima di procedere all'invio della richiesta, consulta i chiarimenti forniti nelle FAQ, disponibili nell'apposita sezione, per una corretta predisposizione della documentazione da trasmettere.

Scarica tutta la documentazione (.zip)

Nel file troverete i seguenti documenti:

  • DSAN Casellario e procedure concorsuali liquidatorie
  • DSAN Titolare Effettivo e conflitti di interesse
  • DSAN altre agevolazioni
  • DSAN polizza catastrofale
  • Modelli utili alla richiesta delle informazioni antimafia (Per soggetti richiedenti agevolazioni superiori a euro 150.000,00)
  • Relazione Tecnica Asseverata Finale
  • DSAN Pantouflage

RICHIESTA DI EROGAZIONE

In questa sezione sono raccolte le risposte alle domande più frequenti riguardanti la richiesta di erogazione del contributo. Le FAQ forniscono chiarimenti sulla documentazione da allegare, sulle modalità di rendicontazione delle spese, sugli investimenti realizzati tramite leasing, sulle tempistiche della procedura e sugli adempimenti successivi all'erogazione. L'obiettivo è supportare le imprese nella corretta predisposizione della richiesta e nel rispetto degli obblighi previsti dalla normativa di riferimento.

1. Chi compila e firma la richiesta di erogazione?

La richiesta di erogazione deve essere compilata e firmata digitalmente dal rappresentante legale dell’impresa richiedente o da suo delegato. In quest’ultimo caso, è necessario allegare alla domanda la relativa procura/delega opportunamente sottoscritta dalle parti.

2. Quando devo concludere l’investimento e presentare la richiesta di erogazione (RDE)?

L'investimento deve essere completato entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione (articolo 6, comma 4, lettera f, del Decreto ministeriale 13 novembre 2024). 

La Richiesta di Erogazione (RDE) a saldo o in quota unica può essere presentata entro 60 giorni dalla conclusione dell'investimento, dopo il pagamento integrale delle spese. 

In ogni caso, la RDE non può essere presentata oltre 60 giorni dal termine massimo previsto per la conclusione dell'investimento.

3. Come si determina la data di avvio e di ultimazione del programma di investimento?

La data di avvio coincide con la data del primo atto che comporta un impegno vincolante per l’investimento (ad esempio contratto, conferma d’ordine o documento di trasporto) oppure con la data del primo pagamento, anche a titolo di acconto, relativo ai beni oggetto dell’investimento.

La data di ultimazione coincide con la data dell’ultimo titolo di spesa ammesso alle agevolazioni oppure, in caso di locazione finanziaria (leasing), con la data dell’ultimo verbale di consegna dei beni.

4. Posso presentare la richiesta di erogazione se l'impianto è installato ma non ancora attivo?

No. La richiesta di erogazione non può essere accolta se l'impianto, pur essendo installato, non risulta ancora attivo. In assenza dell'attivazione, infatti, non è possibile verificare il raggiungimento degli obiettivi del progetto e la conformità agli obblighi ambientali previsti dalla normativa ai sensi dell'art. 10, comma 3, del D.M. 13 novembre 2024, né verificare la coerenza del programma di investimento con gli obiettivi ambientali dell'Unione europea richiamati dal Regolamento (UE) 2021/241. Restano inoltre fermi i termini previsti per la conclusione dell'investimento e per la presentazione della richiesta di erogazione.

1. Quali documenti devono essere allegati alla richiesta di erogazione del primo SAL?

La domanda deve essere corredata dai seguenti documenti:

  • DSAN “Casellario e procedure concorsuali liquidatorie” di tutti i componenti dell’Organo di Governance / Consiglio di amministrazione e del/i Titolare/i Effettivo/i;
  • DSAN “Titolare Effettivo e conflitti di interesse”;
  • DSAN “Altre agevolazioni”;
  • DSAN “Polizza catastrofale” (ai sensi del Decreto ministeriale 18 giugno 2025);
  • DSAN “Pantouflage”;
  • Modelli necessari all'acquisizione della documentazione antimafia (solo nel caso di agevolazioni di importo superiore a euro 150.000,00);
  • Documentazione comprovante l'adozione del regime di contabilità ordinaria e il possesso di almeno un bilancio d'esercizio approvato e depositato presso il Registro delle Imprese per le ditte individuali e società di persone
  • Fatture di acquisto (o documenti contabili di valore probatorio equivalente) relative ai beni acquistati, oppure le fatture emesse dalla società di leasing. È possibile presentare fatture non quietanzate esclusivamente nei limiti previsti dall’articolo 10, comma 2, del decreto 13 novembre 2024 (si rinvia alla FAQ dedicata).
  • Documentazione attestante il pagamento delle spese, compresi i canoni di leasing (quietanze), ad eccezione delle fatture non quietanzate eventualmente inserite.
  • Estratto conto ovvero documentazione bancaria comprovante l'effettiva evidenza dell'addebito dei pagamenti effettuati, compresi i canoni di leasing, nonché le fatture non quietanzate presentate antecedentemente in sede di primo SAL;
  • Libro dei cespiti ammortizzabili o documentazione contabile equivalente, da cui si evincano, per i beni agevolati, le quote di ammortamento effettivamente contabilizzate e la relativa iscrizione all’attivo patrimoniale.

Solo per i programmi di investimento che prevedono la realizzazione di investimenti mediante il ricorso alla locazione finanziaria:

  • Contratto di Leasing;
  • Verbale di consegna dei beni.

2. Quali documenti devono essere allegati alla richiesta di erogazione di Unica soluzione e SAL a saldo?

La domanda deve essere corredata dai seguenti documenti:

  • DSAN “Casellario e procedure concorsuali liquidatorie” di tutti i componenti dell’Organo di Governance / Consiglio di amministrazione e del/i Titolare/i Effettivo/i;
  • DSAN “Titolare Effettivo e conflitti di interesse”;
  • DSAN “Altre agevolazioni”;
  • DSAN “Polizza catastrofale” (ai sensi del Decreto ministeriale 18 giugno 2025);
  • DSAN “Pantouflage”;
  • Modelli necessari all'acquisizione della documentazione antimafia (solo nel caso di agevolazioni di importo superiore a euro 150.000,00);
  • Documentazione comprovante l'adozione del regime di contabilità ordinaria e il possesso di almeno un bilancio d'esercizio approvato e depositato presso il Registro delle Imprese per le ditte individuali e società di persone
  • Fatture di acquisto (o documenti contabili di valore probatorio equivalente) relative ai beni acquistati, oppure le fatture emesse dalla società di leasing.
  • Documentazione attestante il pagamento delle spese, compresi i canoni di leasing (quietanze).
  • Estratto conto ovvero documentazione bancaria comprovante l'effettiva evidenza dell'addebito dei pagamenti effettuati, compresi i canoni di leasing;
  • Libro dei cespiti ammortizzabili o documentazione contabile equivalente, da cui si evincano, per i beni agevolati, le quote di ammortamento effettivamente contabilizzate e la relativa iscrizione all’attivo patrimoniale;
  • Relazione Tecnica Asseverata Finale;
  • Documentazione comprovante l'adempimento degli obblighi di informazione, comunicazione, diffusione e promozione del progetto previsti dall'articolo 34 del Regolamento (UE) n. 241/2021 (ad esempio, promozione sul sito web ad uso professionale oppure poster o targa visibili al pubblico).

Solo per i programmi di investimento che prevedono la realizzazione di investimenti mediante il ricorso alla locazione finanziaria:

  • Contratto di Leasing;
  • Verbale di consegna dei beni.

3. Quali documenti attestano il pagamento delle spese sostenute?

Devono essere presentate le quietanze di pagamento e l'estratto conto, attestanti l'effettivo addebito dei pagamenti effettuati, compresi i canoni di leasing.

4. In quale formato devono essere trasmessi i giustificativi di spesa in sede di richiesta di erogazione?

Le fatture elettroniche devono essere trasmesse nel formato originale XML/XML.p7m e/o in formato PDF contenente gli estremi identificativi della trasmissione al Sistema di Interscambio (SdI) dell'Agenzia delle Entrate.

1. La fattura rilasciata dal fornitore deve avere delle specifiche?

La fattura deve riportare una descrizione chiara delle spese sostenute. Inoltre, la fattura deve contenere la seguente dicitura: “Agevolazioni di cui all’articolo 8 del decreto ministeriale 13 novembre 2024 – FER – Progetto ID (FERPMI00000000) …………. – CUP ……………”. Per le fatture elettroniche, tale dicitura può essere inserita nell’oggetto o nel campo note. In ogni caso, la fattura deve riportare obbligatoriamente il CUP (Codice Unico di Progetto) assegnato al progetto, a pena di revoca totale/parziale dell’agevolazione.

2. La fattura rilasciata dal fornitore non riporta il CUP. Cosa occorre fare?

Qualora la fattura elettronica non riporti il CUP, ovvero riporti un CUP errato, è possibile procedere alla regolarizzazione mediante l'apposito servizio web reso disponibile nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate. La procedura consente al cessionario/committente, direttamente o tramite un intermediario delegato, di integrare il CUP mancante o correggere quello errato per le fatture elettroniche riferite a operazioni effettuate a decorrere dal 1° giugno 2023.

3. È possibile presentare fatture non quietanzate in sede di richiesta di erogazione?

Sì, Solo in sede di primo SAL è possibile presentare fatture non quietanzate secondo le disposizioni previste dall'articolo 10, comma 2, del decreto 13 novembre 2024. 

In tal caso, in sede di SAL a saldo, le medesime fatture dovranno essere ripresentate corredate della relativa documentazione attestante l'avvenuto pagamento. Si ricorda, inoltre, che ai sensi dell'articolo 10, comma 2, del decreto 13 novembre 2024, Invitalia può richiedere la documentazione attestante l'avvenuto pagamento delle fatture non quietanzate decorsi sei mesi dalla richiesta di erogazione del primo SAL, qualora non sia stata ancora presentata la richiesta di erogazione a saldo.

1. In caso di primo SAL vi sono particolari vincoli da rispettare?

Sì. La prima quota di agevolazione viene erogata a fronte della presentazione di fatture di acquisto, anche non quietanzate, relative ad almeno il 20% dell’investimento complessivamente ammesso alle agevolazioni. Qualora siano presentate fatture non quietanzate, la quota di agevolazione erogabile non può superare il 50% del contributo complessivamente concesso riferito a tali spese. 

2. Quali importi di spesa devo indicare nella richiesta di erogazione del primo SAL?

In sede di compilazione del SAL, per ciascuna fattura dovrà essere indicato, come importo richiesto (imponibile richiesto), l'intero ammontare della fattura stessa che si intende portare a rendicontazione. L'importo dell'agevolazione effettivamente erogabile sarà rideterminato ai sensi dell'articolo 10, comma 2, del decreto 13 novembre 2024, anche sulla base degli esiti delle verifiche effettuate.

1. Quali spese è possibile rendicontare?

È possibile rendicontare le spese per l'installazione e la messa in esercizio degli impianti, nonché delle apparecchiature e tecnologie digitali strettamente necessarie al loro funzionamento, che comprendono tutti i costi connessi all'operatività di base dell'impianto. 

A titolo esemplificativo: 

  • struttura di supporto e sistemi di fissaggio rinforzati; 
  • cavi e connettori; 
  • spese per la progettazione; 
  • manodopera. 

Le spese per le opere murarie, configurandosi come interventi non direttamente necessari alla mera installazione e all'operatività di base dell'impianto fotovoltaico o mini eolico, non sono ammissibili alle agevolazioni.

2. Quali requisiti devono avere le spese per essere ammesse all’erogazione delle agevolazioni? 

Per essere ammesse, le spese devono:

  • essere sostenute dopo la presentazione della domanda di agevolazione;
  • riguardare beni nuovi di fabbrica, materiali o immateriali, acquistati da soggetti terzi indipendenti e a condizioni di mercato;
  • riferirsi a beni ammortizzabili e capitalizzati, iscritti nell'attivo dello stato patrimoniale dell'impresa beneficiaria;
  • essere strettamente collegate al programma di investimento agevolato;
  • essere pagate esclusivamente con strumenti che garantiscano la piena tracciabilità (ad esempio bonifico bancario, bonifico SEPA o ricevuta bancaria Ri.Ba.).

Inoltre, gli importi rendicontati per ciascuna categoria di spesa devono essere coerenti con quanto riportato nella Relazione Tecnica Asseverata finale.

3. Cosa si intende per “spese relative a singoli beni di importo inferiore a 500 euro (al netto IVA)”?

Ai fini dell’ammissibilità, tutte le spese – tranne quelle per la diagnosi energetica ex ante di cui all’art. 7, comma 1, lettera d), del decreto ministeriale 13 novembre 2024 – devono riguardare beni qualificabili come immobilizzazioni, cioè beni ammortizzabili iscritti nell’attivo patrimoniale del beneficiario.

Nel costo del bene rientrano anche i costi accessori direttamente imputabili, purché capitalizzati, come previsto dal Codice Civile e dal principio contabile OIC 16.

Sono quindi ammissibili:

  • costi accessori inferiori a 500 € - anche se documentati e rendicontati mediante titoli di spesa distinti purché siano capitalizzati nel costo del bene principale e correttamente riportati nel registro cespiti da allegare alla richiesta di erogazione, dandone opportuna evidenza;
  • componenti di un bene complesso, anche se singolarmente inferiori a 500 €, se privi di autonomia funzionale, necessari al funzionamento dell’insieme e capitalizzate nel bene principale.

Si conferma che non sono invece ammissibili i beni autonomi di costo inferiore a 500 € (al netto IVA) che, pur utili all’intervento, non vengono capitalizzati con il bene principale.

1. Quali spese non possono essere richieste ai fini dell'erogazione delle agevolazioni?

Non sono ammissibili alle agevolazioni le spese che non rientrano tra quelle espressamente previste dalla normativa di riferimento o che non risultano strettamente funzionali alla realizzazione del programma di investimento. A titolo esemplificativo, non sono ammissibili:

  • l'IVA, salvo il caso in cui rappresenti un costo effettivamente e definitivamente sostenuto dall'impresa beneficiaria e non sia recuperabile ai sensi della normativa vigente;
  • le spese relative a beni usati;
  • le spese per lavori in economia;
  • le spese per l’acquisto o la locazione di terreni e fabbricati;
  • le spese relative a pagamenti a favore di soggetti privi di partita IVA;
  • le spese relative a singoli beni di importo inferiore a 500,00 euro, al netto di IVA;
  • le spese per servizi di consulenza continuativi o periodici, nonché quelle connesse alla consulenza fiscale, alla consulenza legale o alla pubblicità;
  • gli oneri finanziari, le commissioni bancarie e ogni altro costo accessorio di natura finanziaria;
  • le imposte, tasse e tributi di qualsiasi genere, salvo quanto previsto dalla normativa in materia di IVA non recuperabile.

1. Quali spese sono ammissibili all’erogazione?

Per l’erogazione del contributo, sono considerate ammissibili le sole spese relative all’importo dei canoni effettivamente pagati e quietanzati alla data di presentazione della richiesta di erogazione. Il termine massimo per la presentazione della richiesta di erogazione (Sal a saldo/Sal Unico) è di 20 mesi decorrenti dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Ai fini del calcolo del contributo i canoni pagati sono riconosciuti al netto di:

  • Interessi;
  • oneri assicurativi;
  • costi di rifinanziamento;
  • altre spese connesse al contratto.

Il contributo erogabile è calcolato sul 100% degli effettivi canoni pagati, entro il limite del contributo concesso, come risultante da provvedimento.

2. Quale documentazione devo allegare alla richiesta di erogazione?

In sede di rendicontazione, il soggetto beneficiario è tenuto a trasmettere la seguente documentazione:

1. Contratto di leasing finanziario, stipulato successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione, dal quale si deve evincere chiaramente, anche tramite un’appendice contrattuale:

  • l’esercizio anticipato, al momento della stipula del contratto medesimo, dell’opzione di acquisto del bene;
  • l’obbligo per la società concedente di comunicare tempestivamente al Soggetto attuatore e al Ministero il mancato rispetto, da parte dell’impresa, delle condizioni contrattuali relative alla corresponsione dei canoni di leasing;
  • l’importo dei singoli canoni – al netto degli interessi e delle altre spese connesse al contratto (quali oneri assicurativi e costi di rifinanziamento) così come risultante dal piano finanziario da trasmettere a corredo del contratto;

2. Verbale di consegna dei beni;

3. Fatture elettroniche emesse dalla società di leasing relative ai canoni;

4. Documentazione di pagamento attestante l'avvenuto versamento dei canoni tramite quietanze ed estratto conto bancario che comprovi l'effettivo addebito;

Si ricorda che in tutti gli atti amministrativo-contabili inerenti all’iniziativa ammessa alle agevolazioni deve essere rigorosamente rispettato l’obbligo di indicazione del CUP.

3. Come viene individuata la data di ultimazione dell’investimento con il leasing?

Ai sensi dell’art.6 comma 4 lett. f) del decreto ministeriale 13 novembre 2024, la data di ultimazione dell’investimento corrisponde alla data dell’ultimo verbale di consegna dei beni. 

4. È possibile riscattare anticipatamente i beni, con estinzione anticipata del leasing?

Sì. In caso di riscatto anticipato del bene, le spese sostenute per il riscatto stesso – al netto degli oneri accessori legati all'estinzione anticipata – sono ammissibili all'agevolazione. Ai fini del computo dell'importo totale da erogare, verranno presi in considerazione anche i canoni precedentemente pagati, al netto degli interessi, sempre nei limiti del contributo concesso e risultante dal provvedimento di agevolazione. 

Il beneficiario è tenuto a presentare:

  • Idonea documentazione attestante il riscatto anticipato del bene;
  • Documentazione amministrativo-contabile comprovante il relativo pagamento;
  • Registro dei beni ammortizzabili (libro cespiti) in cui il bene dovrà risultare regolarmente iscritto.

Si ricorda che in tutti gli atti amministrativo-contabili inerenti all’iniziativa ammessa alle agevolazioni deve essere rigorosamente rispettato l’obbligo di indicazione del CUP.

5. È possibile presentare il primo SAL in caso di beni acquisiti in leasing?

Sì. Per poter presentare il primo SAL, i canoni rendicontati devono essere pari ad almeno il 20% dell’investimento complessivo ammesso alle agevolazioni.

La prima quota di agevolazione verrà erogata a fronte dei soli canoni di leasing effettivamente pagati, calcolati al netto di:

  • Interessi;
  • Oneri assicurativi;
  • Costi di rifinanziamento;
  • Altre spese connesse al contratto (es. spese di istruttoria o di gestione).

1. Vi sono particolari obblighi di pubblicità in relazione alle agevolazioni ottenute?

Sì. I beneficiari dei progetti finanziati nell'ambito del PNRR sono tenuti a garantire il rispetto degli obblighi in materia di comunicazione e informazione previsti dall'art. 34 del Regolamento (UE) n. 241/2021, il quale prevede la necessità di garantire adeguata visibilità ai risultati degli investimenti finanziati dall'Unione europea attraverso la diffusione di informazioni coerenti, efficaci e proporzionate, indirizzate a destinatari diversi (tra cui i media e il vasto pubblico). 

A livello di singolo progetto, i soggetti beneficiari sono tenuti a: 

- indicare nella documentazione progettuale che il progetto è finanziato nell’ambito del PNRR, con esplicito riferimento al finanziamento da parte dell’Unione europea e all’iniziativa Next Generation EU (ad es. utilizzando la frase “finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU”), riportando l’emblema dell’Unione europea, scaricabile al seguente link: https://ec.europa.eu/regional_policy/information-sources/logo-download-center_en?etrans=it;

- fornire un’adeguata diffusione e promozione del progetto, con esplicito riferimento al finanziamento da parte dell'Unione europea e dell'iniziativa Next Generation EU (utilizzando la frase "finanziato dall'Unione europea - Next Generation EU") e riportando l'emblema dell'Unione europea. 

A titolo esemplificativo, la promozione del progetto potrà avvenire sul sito web ad uso professionale del beneficiario e/o tramite la collocazione in un luogo facilmente visibile al pubblico di un poster o una targa, che contengano le informazioni essenziali sul progetto finanziato, inclusi i suoi obiettivi, e il richiamo al sostegno fornito dal Next Generation EU e relativi loghi. 

Per il download dei loghi ufficiali del Programma, è possibile utilizzare il Centro download per elementi visivi della Commissione europea (raggiungibile al link di cui sopra). 

Si specifica che quando viene mostrato in associazione con un altro logo, l'emblema dell'Unione europea deve essere mostrato almeno con lo stesso risalto e visibilità degli altri loghi. L'emblema deve rimanere distinto e separato e non può essere modificato con l'aggiunta di altri segni visivi, marchi o testi. 

Oltre all'emblema, nessun'altra identità visiva o logo può essere utilizzata per evidenziare il sostegno dell'UE.

1. Vi sono particolari obblighi di pubblicità in relazione alle agevolazioni ottenute?

Sì. I beneficiari dei progetti finanziati nell'ambito del PNRR sono tenuti a garantire il rispetto degli obblighi in materia di comunicazione e informazione previsti dall'art. 34 del Regolamento (UE) n. 241/2021, il quale prevede la necessità di garantire adeguata visibilità ai risultati degli investimenti finanziati dall'Unione europea attraverso la diffusione di informazioni coerenti, efficaci e proporzionate, indirizzate a destinatari diversi (tra cui i media e il vasto pubblico). 

A livello di singolo progetto, i soggetti beneficiari sono tenuti a: 

- indicare nella documentazione progettuale che il progetto è finanziato nell’ambito del PNRR, con esplicito riferimento al finanziamento da parte dell’Unione europea e all’iniziativa Next Generation EU (ad es. utilizzando la frase “finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU”), riportando l’emblema dell’Unione europea, scaricabile al seguente link: https://ec.europa.eu/regional_policy/information-sources/logo-download-center_en?etrans=it;

- fornire un’adeguata diffusione e promozione del progetto, con esplicito riferimento al finanziamento da parte dell'Unione europea e dell'iniziativa Next Generation EU (utilizzando la frase "finanziato dall'Unione europea - Next Generation EU") e riportando l'emblema dell'Unione europea. 

A titolo esemplificativo, la promozione del progetto potrà avvenire sul sito web ad uso professionale del beneficiario e/o tramite la collocazione in un luogo facilmente visibile al pubblico di un poster o una targa, che contengano le informazioni essenziali sul progetto finanziato, inclusi i suoi obiettivi, e il richiamo al sostegno fornito dal Next Generation EU e relativi loghi. 

Per il download dei loghi ufficiali del Programma, è possibile utilizzare il Centro download per elementi visivi della Commissione europea (raggiungibile al link di cui sopra). 

Si specifica che quando viene mostrato in associazione con un altro logo, l'emblema dell'Unione europea deve essere mostrato almeno con lo stesso risalto e visibilità degli altri loghi. L'emblema deve rimanere distinto e separato e non può essere modificato con l'aggiunta di altri segni visivi, marchi o testi. 

Oltre all'emblema, nessun'altra identità visiva o logo può essere utilizzata per evidenziare il sostegno dell'UE.

Orario Contact Center 14 e 17 agosto 2026
Venerdì 14 e lunedì 17 agosto 2026 il Contact Center sarà operativo fino alle 15:00. Da martedì 18 agosto il servizio riprenderà con il consueto orario.
Restano sempre operativi i canali di contatto online, accessibili dall'area personale del sito.

 

Telefona 
800 77 53 97 
Numero verde gratuito attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00. 

 

Scrivi 
Accedi all’area personale per chiedere informazioni.
Scrivi al seguente indirizzo per quesiti di carattere normativo: fer@postacert.invitalia.it 

Stato incentivo o strumento

Chiuso

Data apertura

8/7/2025

Data chiusura

10/11/2025

Ministero delle Imprese e del Made in Italy
Finanziato dall'Unione Europea - NextGenerationEU