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La padovana EZ Lab mette gli open data a servizio dell'agricoltura

L'etichetta hi-tech svela il "curriculum" degli ortaggi

2016-12-14

In un futuro non molto lontano, fare la spesa al supermercato sarà più sicuro: i prodotti agricoli infatti saranno certificati, grazie a un “passaporto elettronico” che ne garantirà la provenienza, i trattamenti subiti e i passaggi di filiera.

Al consumatore basterà avvicinare il suo smartphone a una zucca, per esempio, per leggerne il codice sull’etichetta e trovare tutte le informazioni sulla qualità del prodotto che sta acquistando: i dettagli sulla semina, i fitofarmaci e le tecniche di coltivazione utilizzate, i chilometri percorsi. Informazioni certificate, che non potranno essere falsificate, perché derivanti da un processo di tracciamento automatico che - complice la geolocalizzazione - non sarà soggetto a interventi discrezionali.

Questo futuro, almeno in Italia, non è molto lontano, anche grazie a EZ Lab, una startup padovana che ha sviluppato una piattaforma open data al servizio delle aziende agricole, in particolare quelle bio che, pagando un canone, possono gestire la produzione e certificare la qualità dei loro prodotti: si chiama AgriOpenData ed è stata appena lanciata sul mercato a beneficio di produttori e consumatori.

EZ Lab, incubata presso il Parco Scientifico Galileo di Padova, è stata fondata nel 2014 da Massimo Morbiato, 50 anni, informatico con grande esperienza nel settore IT applicato all’agricoltura e altri soci, con esperienze pluriennali nei settori amministrativo, fiscale e commerciale. Partiti inizialmente con un capitale personale, hanno sviluppato un progetto di ricerca in collaborazione con l’Università di Padova e oggi stanno ancora sfruttando finanziamenti privati e pubblici, tra cui le agevolazioni Smart&Start di Invitalia.

Ho scoperto che il massimo della tecnologia esistente oggi (open data, internet of things etc) si applica perfettamente al settore agricolo – racconta Massimo - e che quest'ultimo offre fette di mercato importanti, visto che ci sono circa 1,6 milioni di aziende del settore che hanno bisogno di gestire la tracciabilità dei loro prodotti”.

Il progetto di Morbiato&Co si è concretizzato nel 2016, anno in cui sono piovuti sulla startup anche molti riconoscimenti: il Premio “Impresa per Impresa” di Confindustria Verona, il Lamark Giovani Confindustria Smau 2016 e soprattutto la selezione, su oltre 260 candidature (provenienti da 35 paesi) insieme ad altre 5 startup, per il Food Accelerator di H-Farm, che ospiterà EZ Lab per lo sviluppo del progetto AgriOpenData fino a febbraio 2017.

Il nostro obiettivo entro la fine del 2016 è far partire i primi 100 clienti con la tracciabilità - conclude Morbiato - poi dovremo assumere un’altra persona nel 2017 e continuare a lavorare anche sulla riconoscibilità automatica dei prodotti. Speriamo di raggiungere in 5 anni almeno l’1% delle aziende agricole esistenti in Italia”.