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La startup milanese progetta e realizza innovativi sistemi di potenza per veicoli a trazione umana

E Zehus creò la bici elettrica che non ha bisogno di ricarica

2017-04-26

Immaginate di trasformare la vostra bicicletta tradizionale in una bici elettrica che non ha bisogno di ricarica.

Potete farlo con “BIKE+ all in one”, un kit universale ibrido per biciclette in cui sono presenti in miniatura tutte le componenti che consentono di sfruttare l’assistenza elettrica senza dover ricaricare le batterie: nel dettaglio, un mozzo che utilizza una modalità non plug-in, che non si ricarica mai, ma recupera energia quando è possibile, valutando la quantità di potenza  da erogare in base al percorso e alla pedalata del ciclista.

Lo ha lanciato sul mercato la startup innovativa Zehus, nata nel 2013 come spin-off da ricerca del Politecnico di Milano e oggi impegnata nella realizzazione di sistemi di potenza per veicoli a trazione umana e in progetti legati alla mobilità urbana evoluta e sostenibile.

Alla guida della società c’è Marcello Segato, 48 anni, una vita tra Padova, Vicenza, Tokio e Milano, un laurea in ingegneria meccanica  e 16 anni a sviluppare nuove linee di business per una multinazionale giapponese: poi la scelta di diventare startupper a tutti gli effetti, sposando un progetto di ricerca avviato dal prof. Savaresi del Dipartimento di Elettronica e Bioingegneria del Politecnico di Milano.

Grazie alla sinergia tra i soci, Zehus lancia nel 2014 la prima ruota “all in one” subito finanziata dal venture incubator padovano M31: una novità assoluta, che seppur in competizione con marchi importanti come Bosh e Yamaha, è stata accolta positivamente da circa 200 costruttori di biciclette del mercato europeo: “I grandi costruttori oggi nostri clienti sono in Germania, Olanda e USA. Per questo quasi il 90% del nostro fatturato si realizza fuori dai confini italiani – ci racconta Segato – e a partire dal 2014 non abbiamo fatto altro che duplicarlo ogni anno, arrivando ai 2 milioni di euro del 2016.”.

Dopo aver connesso il sistema di potenza di un veicolo allo smartphone per impostare i parametri di base del sistema, gestire flussi di energia e potenza istantanea, la seconda grande innovazione introdotta da Zehus è stata la connettività: cioè usare lo smarphone come bridge per connettere il veicolo al cloud e consentire all’utente di usufruire di numerosi servizi di assistenza anche a distanza.

La nostra innovazione nasce in ambito Politecnico e quindi ‘technology driven’, ma nel giro di due anni, confrontandoci con il mercato, abbiamo coniugato le nostre capacità tecnologiche con una maggiore comprensione del mercato e oggi sviluppiamo i nuovi prodotti in una logica ‘market driven’, come la nostra prossima sfida: lanciare un ulteriore canale commerciale legato al bike sharing. Stiamo lavorando al primo progetto pilota di implementazione del Free Floating Bike Sharing che partirà a Milano a gennaio 2018 per il quale è arrivata anche un’iniezione di risorse dal Programma Horizon 2020” aggiunge Segato.

Anche Invitalia, nell’ultimo anno, ha creduto due volte in questa startup: prima con Invitalia Ventures che ha investito 1 milione di euro (guidando un round di investimento di complessivi 3 milioni insieme a Vittoria Industries, leader mondiale nella produzione di pneumatici per biciclette e altri investitori) e poi con Smart&Start che finanzierà Zehus con oltre 380mila euro: “Cerchiamo sempre nuovi partner sia finanziari che industriali per fare un passo avanti, come capacità industriale, di mercato e post-vendita - conclude il CEO di Zehus - Per fare una startup di successo non basta avere una buona idea, servono  i capitali, i fornitori e i clienti. E per convincere tutti, ci vogliono forza, umiltà e determinazione, perché ogni successo si accompagna a molti fallimenti e serve l’energia per andare avanti”.