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Snapback è la startup romana che sviluppa interfacce per dispositivi touchless, da usare in mobilità

Giù le mani da smartphone e tablet

2016-04-26

La rivista statunitense Forbes li ha inseriti tra le 5 startup più promettenti d’Italia, a dimostrazione che l’ecosistema delle imprese innovative italiane gode di buona salute e può competere con quelli di altri paesi europei. Si chiama Snapback, ha base a Roma (ma anche a Londra), e sviluppa interfacce per applicazioni a basso carico cognitivo. Più in dettaglio si tratta di soluzioni per dispositivi usati in mobilità (quando la distrazione è alta), che servono a garantire prevenzione, sicurezza ma anche supporto nello svolgimento di particolari attività.

Ester Vigilante, Claudio Capobianco e Giuseppe Morlino, fondatori della società, sono partiti con l’idea che fosse necessario garantire la possibilità di comunicare anche alle persone che lavorano in mobilità, come ad esempio gli autotrasportatori e che fosse possibile, grazie a semplici gesti e comandi sonori, attivare device come smartphone, tablet o glasses indossabili, in tutta sicurezza. La tecnologia Snapback infatti, funziona senza hardware e periferiche aggiuntive e non consuma molto, perchè sfrutta i sensori già presenti sul dispositivo utilizzato. Il nome infatti deriva dalla fusione di “feedback” e “finger snap”, come a dire: con uno schiocco di dita il tuo cellulare risponde.

Vigilante, Capobianco e Morlino, tutti intorno ai 35 anni e amici di lunga data, hanno fondato la startup nel dicembre del 2013 e la società è stata incubata presso l’acceleratore di Roma, Luiss EnLabs. Il team ha passato il 2014 a sviluppare le tecnologie che, nel 2015, sono diventate la base dei prodotti destinati al mercato della sicurezza sul lavoro. Ora, a inizio 2016, Snapback sta chiudendo i primi accordi commerciali, tra cui quello con Enel. Nel frattempo sono arrivati i primi finanziamenti e riconoscimenti, come la vittoria al bando INCENSe (INternet Cleantech ENablers Spark) e l’accesso ai fondi Smar&Start di Invitalia. In più la startup ha chiuso un round di investimento con LVenture Group e ha vinto la selezione italiana del concorso Start Tel Aviv, promosso in tutto il mondo dalle ambasciate di Israele.

Ma la vera soddisfazione è arrivata quando Snapback è stata selezionata da Cognicity, l’hub londinese punto di riferimento in Europa per chi fa innovazione e si occupa di smart cities: un luogo perfetto per continuare a crescere e svilupparsi.

Racconta Morlino: “Il nostro obiettivo era quello di risolvere problemi reali. Abbiamo raccolto la sfida, cercando di trasformare gli smartphone in assistenti, capaci di recepire possibili situazioni di pericolo per gli utilizzatori” E poi conclude: “Dal nostro settore prioritario, che è quello della sicurezza sul lavoro, stiamo estendendo le nostre soluzioni al mondo delle donne e degli automobilisti, sia in Italia che all’estero”. Il futuro è tutto in un gesto.