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La startup Nuvap, in provincia di Pisa, produce il primo device per rilevare le fonti inquinanti indoor
Nuvap N1

L'inquinamento non è più di... casa

2015-12-29

Vi siete mai chiesti se la rete wi-fi che avete a casa è pericolosa per la vostra salute? Se l’acqua di rubinetto che bevete è realmente potabile? O preferireste conoscere la quantità di polveri sottili presenti nell’aria che respirate ogni giorno?

Esiste un oggetto che risponde a tutte queste domande: miracoli dell’“Internet of Things”, magico neologismo che indica la possibilità sempre più attuale di dare un'identità elettronica agli oggetti e ai luoghi, metterli in rete e farli comunicare con cellulari e tablet. Il dispositivo Nuvap N1, unico nel suo genere e lanciato ora sul mercato, ne è l’esempio più recente.

Nato dall’incontro di due esperienze molto diverse, quella di Francesco Rapetti Mogol, dottore in lettere ed esperto di marketing e Marco Magnarosa, ingegnere delle telecomunicazioni ed esperto in prodotti disruptive, è un oggetto portatile, dal design lineare, che serve a monitorare e rilevare l’inquinamento presente in ufficio o a casa, in tutte le sue forme: dai campi elettromagnetici al monossido di carbonio presente nell’aria, passando per il gas, la radioattività o magari i metalli pesanti nell’acqua di rubinetto, senza tralasciare l’intensità della rete wi-fi che ci circonda, l’umidità e le polveri sottili che respiriamo.

L’utente che lo possiede può dunque, attraverso 24 parametri ambientali e un'applicazione per smartphone, conoscere lo stato di sicurezza dell’ambiente in cui vive ed eventualmente correre ai ripari per attenuare gli effetti dannosi di questi agenti inquinanti sulla propria salute. Compresi nel servizio, suggerimenti, soluzioni comportamentali o infrastrutturali da adottare per combattere questi nemici “invisibili”.

La cosa, che ora sembra semplice a dirsi, è stata molto meno semplice a farsi: ci sono voluti 4 anni di sperimentazione, studi di mercato e analisi di fattibilità, un centro di ricerca attrezzato, una cinquantina di ingegneri specializzati e 3 brevetti di altrettante università italiane, già oggi estesi a 12 paesi nel mondo. Non ultimi, investimenti privati e pubblici, come il finanziamento di Smart&Start di Invitalia.

Alla base dell’idea innovativa, una letteratura molto ampia sulle possibili interazioni tra agenti inquinanti e patologie: ricerche e certificazioni sull’aumento oggettivo dei rischi per la salute, legati all’esposizione prolungata nel tempo ai diversi tipi di inquinamento esistenti, che spesso provocano allergie, asma, bronchiti e, nei casi peggiori, tumori e leucemie.

Nuvap è la startup toscana, con sede presso il Polo Tecnologico di Navacchio (in provincia di Pisa) che ha dato il via a tutto questo. E’ nata solo nel 2014, ma già vanta partnership tecnologiche avanzate (tra cui quella con Cubit Scarl dell’Università di Pisa) per lo sviluppo delle diverse componenti del prodotto N1, totalmente made in Italy, anzi… potremmo dire quasi totalmente made in Tuscany.

N1 è già rientrato tra i primi tre finalisti dei Gaia Awards 2015, i riconoscimenti assegnati ogni anno a prodotti e servizi tecnologici green, che contribuiscono allo sviluppo sostenibile e alla salvaguardia ambientale.

Tra i nostri potenziali clienti ci sono le compagnie di assicurazione, che possono ampliare la propria offerta commerciale con una black box innovativa da abbinare a specifiche polizze” ci spiega Marco Magnarosa e aggiunge: “Per ora siamo pronti a produrne 100mila pezzi l’anno, poi vedremo se e come aumentare la nostra capacità produttiva. Siamo comunque orgogliosi di aver aperto un nuovo filone, poiché non esiste ancora un prodotto del genere a livello mondiale”.