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Il progetto è stato affidato alla stazione zoologica Anton Dohrn in collaborazione con Ispra e Università Parthenope

Bagnoli, al via il progetto di restauro eco-ambientale del mare

2017-01-03

Con una dimostrazione in mare, al largo dell’area ex Italsider, è stato inaugurato il progetto per il recupero degli ecosistemi ambientali del sito Bagnoli-Coroglio, progetto affidato alla Stazione Zoologica Anton Dohrn da Invitalia, soggetto attuatore del piano di rilancio per Bagnoli. In acqua “Vittoria”, l'imbarcazione della Stazione zoologica che ha avviato i primi rilevamenti in prossimità di uno dei pontili: riprese video, prelievi di acqua e di sedimenti. Sono stati calati in acqua sondini e siringhe per i prelievi e, grazie a una corda con dodici bottigliette, chiuse automaticamente non appena gli operatori notano qualcosa di interessante, sono stati prelevati campioni di acqua a diverse profondità. I dati raccolti saranno messi a disposizione di Invitalia.

“La prima cosa che abbiamo notato – ha detto  Vincenzo Saggiomo, direttore della Stazione zoologica Anton Dohrn - è che in questi fondali si sta riproducendo una nuova flora e fauna marina. Si sviluppano anche specie protette come la Pinna Nobilis, segno evidente che la natura, lì dove non ci sono interventi meccanici, riconquista il suo spazio”.

L’obiettivo del progetto è un vero e proprio restauro ambientale, finanziato con 3,7 milioni di euro, di cui 2 provenienti dal Miur e 1,7 direttamente dall'Acquario partenopeo. Al programma collabora anche il Roan, reparto operativo aereo navale della Guardia di Finanza guidato dal comandante Stefano Bastoni. Lo studio andrà avanti per tre anni e sarà la base da cui partire per mettere in atto gli interventi di recupero del mare e della terra.

“Il recupero di Bagnoli deve partire dal mare – ha detto l’Ingegner Livio Vido, Program Manager di Invitalia per il Piano di rilancio di Bagnoli- vogliamo riportare qui la balneabilità. Nel team di Anton Dohrn abbiamo le migliori intelligenze in campo marino – ha aggiunto Vido. Si sta portando avanti un'operazione di diagnosi e cura dei fondali dell'acqua che coinvolge anche Ispra e Università Parthenope. Fatto ciò, noi procederemo a un nuovo disegno della linea di costa. Salvaguarderemo il pontile principale, ma elimineremo gli altri malridotti, compresa la colmata. Stiamo studiando inoltre, per la parte a terra, la possibilità di utilizzare delle piante capaci di ridurre l'inquinamento. Esistono piante che bloccano, fissano o assorbono l'inquinamento anche da metalli e idrocarburi. Avremo così un parco già pronto senza il rischio che comporta lo spostamento del terreno”.

Per i giornalisti

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