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Jamgle consente di creare video musicali collaborativi da condividere in rete

Da Chieti arriva Jamgle, il social dei musicisti

2017-02-23

Che siate musicisti di professione con la voglia di condividere le vostre idee musicali o semplicemente giovani che strimpellano con gli amici per puro divertimento, Jamgle è la novità social di riferimento: una piattaforma online dove è possibile realizzare “video musicali collaborativi” ossia mettere insieme tracce audio e video di diversa provenienza per realizzare contenuti multimediali da sottoporre al giudizio della rete.

L’ha inventata Antonio Di Francesco, nato a Chieti Scalo solo 28 anni fa, ma con esperienze lavorative e personali che farebbero invidia a molti dei manager con il doppio della sua età. Complice una famiglia estroversa e un ottimo percorso di studi concluso a 23 anni con una laurea in ingegneria informatica presso l’Università de L’Aquila, Antonio ha viaggiato moltissimo, passando dall’Europa, agli Stati Uniti e al Medio Oriente con ruoli sempre diversi, dai progetti di ricerca presso le università straniere agli incarichi come application engineer o sales manager presso una multinazionale petrolifera.

Sarà stata l’atmosfera durante le traversate in mare o la nostalgia per gli amici e la terra d’origine, ma un bel giorno, a metà del 2013, su una piattaforma in mezzo al Mar Mediterraneo, arriva l’intuizione: perché non inventare un software che consenta di unire pezzi di video e scomporre tracce di strumenti musicali diversi? Antonio ci pensa per qualche mese, fa calcoli e ragionamenti, ma poi la passione per la musica (fino a quel momento praticata solo per hobby) e la voglia di mettersi in gioco prevalgono. Per fondare Jamgle coinvolge Paolo Raimondo, un amico di Chieti trasferitosi in Spagna, il quale gli offre sostegno umano ed economico.

Antonio lascia il lavoro a fine 2013 e torna in Abruzzo, dove trova un terzo socio: Remigio Di Muzio, originario di Guardiagrele, esperto di web e app. Investe le prime risorse personali e fonda una Srl iniziando a lavorare su un prototipo. Il 2014 lo dedica al reperimento di fondi: FIRA, la finanziaria della Regione Abruzzo, decide di investire 500.000 euro, una cifra importante. Un anno dopo arriva anche Invitalia con Smart&Start.

Col senno di poi - racconta Antonio – abbiamo avuto molti soldi per partire e presi dall’entusiasmo abbiamo subito esteso il team, assumendo 4 persone. Forse sarebbe stato meglio aspettare, lanciare un prodotto non perfetto e prima di tutto consolidare la nostra attività. Comunque ormai ci siamo: tra qualche giorno è prevista una jam session con una famosa band italiana per il lancio del prodotto, molti utenti si stanno preparando. Il messaggio che voglio dare ad altri giovani aspiranti imprenditori è quello di non avere paura di buttarsi, anche se all’inizio si hanno pochi soldi”.

Nel 2017 i giovani startupper si dedicheranno al marketing di Jamgle e allo sviluppo dell’App per dispositivi mobili. Poi si passerà all’espansione all’estero.

“Più di tutto ha prevalso in me la volontà di fare questa cosa in Abruzzo - conclude Antonio - Sono legato a questa terra, a L’Aquila e alla sua ottima università, ancora di più dopo gli ultimi eventi che l’hanno colpita. Ho deciso di restare qui per testimoniare che si possono fare cose belle e innovative, senza dover necessariamente andare in Silicon Valley”.