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Investimenti Italia-Cina, si apre una nuova fase

2015-05-15

Conclusa la missione a Roma della China Development Bank, organizzata da Invitalia. I cinesi disponibili a entrare in fondi di investimento dello Stato italiano.

Roma, 16 maggio 2013

Tra Italia e Cina inizia una nuova collaborazione strategica a lungo termine in tema di investimenti esteri. Con questo salto di qualità nei rapporti economici tra i due paesi si è conclusa oggi la missione a Roma della China Development Bank (CDB), organizzata da Invitalia.

Il colosso finanziario cinese, incaricato dal governo di Pechino di coordinare gli investimenti cinesi in tutto il mondo, vanta un patrimonio superiore ai mille miliardi di dollari e un totale di prestiti erogati pari a 240 miliardi di dollari.

“Quella con la China Development Bank – ha affermato Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia – è una collaborazione molto importante perché consente di ridurre i tempi di selezione e accompagnamento degli investitori cinesi in Italia. Negli ultimi anni – ha continuato Arcuri – Invitalia ha incrementato la quantità e la qualità degli investimenti esteri nel nostro paese e conta di continuare a farlo anche grazie a forme di partenariato come questa”.

“La missione della CDB – ha detto Giancarlo Innocenzi Botti, presidente di Invitalia – è stata un grande successo e premia l’eccellente lavoro svolto da Invitalia nell’attività di attrazione investimenti dall’estero. La partnership con la Banca di Sviluppo cinese si è dimostrato un modello operativo efficace che ha riscosso gli apprezzamenti del capo missione, signora Guo, che ha manifestato l’intenzione di rafforzare la collaborazione con la nostra Agenzia, iniziata nel 2011, e di volerla trasformare in una più ampia piattaforma di cooperazione, contribuendo ad elevare il volume degli investimenti cinesi in Italia”.

La missione della China Development Bank - iniziata il 13 maggio alla presenza, tra gli altri, del ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, e del viceministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda - si è concentrata sui settori ritenuti più appetibili per gli imprenditori cinesi che puntano sull’Italia: infrastrutture e logistica, energie, telecomunicazioni, finanza, shipping, PMI e hi-tech.
La delegazione della banca - guidata dal Supervisore Generale alla Pianificazione, Guo Mingshe, e composta da 17 funzionari ed esperti di alto livello – ha approfondito la conoscenza del sistema economico italiano con una serie di incontri operativi coordinati da Giuseppe Arcucci, responsabile Investimenti Esteri di Invitalia.

I dirigenti cinesi si sono confrontati con i rappresentanti di 4 ministeri (Sviluppo Economico, Infrastrutture, Ambiente e Beni culturali), il Dipartimento per la Programmazione Economica della Presidenza del Consiglio, 9 associazioni di categoria (tra cui ABI, Piccola Industria di Confindustria, Confapi, Confitarma, Assoporti, Unione Interporti Riuniti) 15 aziende (Enel Greenpower, Anas, Rete Ferroviaria Italiana, Terna, ecc.) e diverse istituzioni e organizzazioni, come Banca d’Italia, Cassa Depositi e Prestiti, ENAC, Autorità Energia Elettrica e Gas.

Sulla base delle informazioni raccolte, la China Development Bank stilerà insieme a Invitalia un documento di pianificazione degli investimenti che rappresenterà una sorta di guida ufficiale per indicare alle imprese cinesi come e dove investire in Italia. La CDB, inoltre, ha dato disponibilità a valutare l’ingresso in fondi di investimento dello Stato italiano.

Per i giornalisti

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