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Invitalia: 15 imprese straniere insediate in un anno e mezzo

2010-11-17

L’attività di attrazione di investimenti esteri gestita da Invitalia ha portato, nel periodo gennaio 2009 - ottobre 2010, all’insediamento di 15 imprese estere (10 cinesi, 2 giapponesi, 2 tedesche e 1 del Regno Unito). Per alcune di esse, l’Agenzia nazionale per l’attrazione di investimenti e lo sviluppo d’impresa sta esercitando un’attività di supporto per favorirne l’espansione sul territorio italiano. E’ prevista inoltre una formalizzazione della decisione di investimento entro marzo 2011 di altre 15 imprese straniere.

Un risultato positivo, se si considera che l’Italia ha un livello di competitività tra i più bassi tra le economie dei Paesi Ocse, dovuto, anche alle rigidità del contesto istituzionale (92° posto) e del mercato del Lavoro (118° posto), oltre che all’insufficiente sviluppo del mercato finanziario (101° posto). Nello stesso periodo, l’Agenzia ha anche fornito oltre 700 servizi informativi a potenziali investitori e servizi di accompagnamento per 50 aziende estere.

Dunque, l’attività di Invitalia per l’attrazione di investimenti esteri procede regolarmente, contrariamente a quanto affermato ieri nel programma Ballarò di Raitre. Le richieste specifiche da parte di potenziali investitori vengono recepite attraverso il modulo elettronico di contatto presente sul portale dell’Agenzia (www.invitalia.it), che contiene, anche in inglese, le informazioni utili a tutti gli interessati, senza bisogno di rivolgersi al portiere o di chiamare, dall’estero, il call center. Complessivamente, nel periodo considerato, il sito in inglese di Invitalia, interamente dedicata agli investitori esteri, ha registrato una media di 3 mila visite mensili, il 64% delle quali riguarda soggetti stranieri (nel dicembre 2008, su 1200 visite di media, gli stranieri erano il 38%).

Infine, l’informazione di “Ballarò” sul gruppo non è attuale: Invitalia non ha 18 sedi, perché ha ceduto o liquidato, ai sensi della legge finanziaria 2007, oltre 200 società e, grazie al piano di riordino effettuato dell’Amministratore Delegato, i membri degli organismi di governance delle restanti società controllate sono passati, negli ultimi tre anni, da 492 a 12 soggetti esterni. i pochi altri membri sono dirigenti interni, che non percepiscono perciò emolumenti.

“Duole rilevare – afferma l’Amministratore Delegato di Invitalia, Domenico Arcuri - che gli sforzi fatti, una volta tanto con il supporto di due differenti Governi, per ‘far dimenticare le gesta’ dell’allora Sviluppo Italia, peraltro largamente riconosciuti negli ultimi anni anche dai mezzi di informazione, siano messi in discussione da un programma di servizio pubblico, di solito autorevole ed equilibrato, mediante un servizio informativo per realizzare il quale non si è ritenuto opportuno contattare, né tantomeno ascoltare, l’Agenzia”.

Per i giornalisti

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