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“Italia in Giappone 2009”: Invitalia punta su energia e logistica per attrarre investimenti

2009-09-15

Missione a Osaka e Tokyo accrescere i capitali esteri e rilanciare progetti di sviluppo su tutto il territorio italiano.

Roma, 14 settembre 2009

Energie rinnovabili e logistica sono i settori strategici su cui l’Italia scommette per accrescere gli investimenti dal Giappone.

Con due appuntamenti d’affari con gli imprenditori del Sol Levante, uno in programma il 18 settembre a Tokyo e l’altro già tenutosi il 10 a Osaka, Invitalia punta ad attrarre capitali per rilanciare investimenti e occupazione.
In particolare l’Agenzia propone alcuni progetti nel settore fotovoltaico, per i quali si prevede la creazione di 900 posti di lavoro diretti, più l’indotto. Ulteriori iniziative saranno presentate dagli altri partecipanti italiani al roadshow.

Ai workshop, infatti, organizzati in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Giappone e con la Banca di Tokyo Mitsubishi UFJ, prendono parte il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero delle Infrastrutture, le Regioni Sicilia, Piemonte, Veneto e Puglia, l’Unione Interporti Riuniti, il CNR e il Polo Solare Organico Regione Lazio.

Gli incontri avvengono in occasione di “Italia in Giappone 2009”, la grande iniziativa di promozione che sarà inaugurata dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel corso della sua visita ufficiale dal 16 al 19 settembre.

Sfrutteremo la grande rassegna dell'eccellenza italiana in terra nipponica - afferma l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuriper convincere gli investitori giapponesi che l’Italia si sta aprendo ai capitali esteri con slancio rispetto al passato: meno lungaggini, meno burocrazia, tempi certi”.

Arcuri, che il 17 settembre parteciperà a Tokyo anche alla XXI assemblea plenaria dell’Italy-Japan Business Group, aggiunge: “Abbiamo avviato da tempo una partnership con la Banca di Tokyo Mitsubishi UFJ, tra le più importanti al mondo, grazie alla quale oggi possiamo confrontarci direttamente con il sistema imprenditoriale giapponese. Malgrado la delicata fase congiunturale, l’economia nipponica resta tra le prime al mondo e l’Italia, forte dell’appeal di cui gode in Giappone, può intercettare flussi crescenti di investimento”.

I progetti relativi alle energie rinnovabili prevedono, nello specifico, alcune iniziative di tipo manifatturiero – equamente divise tra nord e sud - e altre legate alla produzione di coperture fotovoltaiche negli interporti italiani al nord, al centro e al sud fino a una potenza massima installabile superiore ai 25 MW.

Per la logistica vengono presentati progetti di investimento relativi ad altrettanti interporti, in collaborazione con l’Unione Interporti Riuniti (UIR). L’Agenzia propone alle imprese giapponesi di localizzare i propri centri di distribuzione presso gli interporti italiani e di realizzare nel nostro paese aree logistiche a valore aggiunto in zone retroportuali.

Solo facendo sistema – dice Giuseppe Arcucci, Responsabile Investimenti Esteri di Invitalia – possiamo offrire alle imprese estere un’immagine convincente del nostro Paese. Per questo abbiamo lavorato in sinergia con le istituzioni e le agenzie locali, cioè cercando un raccordo tra la strategia di attrazione investimenti nazionale e le politiche di sviluppo regionale. E dunque, insieme a noi, Sicilia, Piemonte, Veneto e Puglia sottoporranno agli investitori giapponesi i loro specifici progetti sull’energia e sulla logistica, oltre a quelli che saranno illustrati dal Ministero delle Infrastrutture e dagli altri partners”.

Con 1,6 miliardi di dollari di investimenti ricevuti tra gennaio 2006 e agosto 2009, l’Italia si colloca al quarto posto tra i paesi europei destinatari di capitali giapponesi, dopo Regno Unito, Spagna e Germania. Le 323 imprese italiane controllate o partecipate da società nipponiche impiegano 30.000 persone e fatturano 18 miliardi di euro.

Per i giornalisti

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