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Invitalia "insedia" quattro imprese cinesi nel nostro paese

2009-08-06

Quattro aziende già insediate e in cerca di personale, altre otto pronte a farlo. Aumentano le imprese cinesi che investono in Italia, in particolare con l'ingresso di alcuni big attivi nel mercato della chimica, delle motociclette e del tessile e con l'interessamento di grandi aziende del settore turistico.

"Questi investimenti - ha detto Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia - confermano l'efficacia delle relazioni che l'Agenzia ha intessuto negli ultimi mesi con il sistema imprenditoriale cinese, nei cui confronti stiamo accreditando il nostro Paese come meta ideale per nuovi progetti di investimento. Lo facciamo nella consapevolezza che la Cina possiede enormi energie finanziarie e industriali ed è un interlocutore di primo piano per l'attrazione degli investimenti in Italia".

La società Chongqing Lifan ha fissato a Roma la sede legale della sua filiale italiana e sta programmando le prime assunzioni per avviare un'attività commerciale. Il Gruppo Lifan conta più di 13.000 dipendenti ed è leader cinese nella produzione di motociclette: nel 2008 ha fatturato 1,2 miliardi di euro e vende i suoi prodotti in cento paesi.

A Roma si è insediata anche Enhalor, attiva nel settore della chimica applicata all'agricoltura e tra le prime aziende cinesi nella produzione di additivi per mangime. L'azienda è pronta a creare partnership per svolgere attività di ricerca e per avviare attività produttive.

Il design legato all'abbigliamento è al centro dell'attività che Zhejiang Xiongfeng Holdings sta avviando a Milano, dove cerca personale per il suo nuovo ufficio operativo. L'azienda è un big del settore tessile e annovera tra i suoi clienti H&M, Zara e Mango.

A Bergamo, infine, sta cercando personale un noto marchio specializzato nella produzione di attrezzature e accessori per la sicurezza nelle attività sportive. Le assunzioni serviranno per curare il design dei prodotti, che poi saranno esportati in tutto il mondo.

"La costituzione delle nuove filiali italiane da parte di importanti società cinesi - ha affermato Giuseppe Arcucci, responsabile dell'area Investimenti Esteri di Invitalia - è stata possibile grazie alla nostra Agenzia, che ha supportato gli investitori nella fase di insediamento. Si tratta di imprese di grandi dimensioni per le quali la creazione di un braccio operativo in Italia, inizialmente con un moderato numero di dipendenti, è la premessa per un successivo sviluppo in termini di investimenti e risorse umane. Ne è un esempio Huawei, colosso mondiale dell'ICT, che si è insediato in Italia nel 2004 con pochi dipendenti e oggi ne ha circa 250. Pertanto questo è solo il primo passo. Resteremo al fianco di queste aziende per supportarle nei loro percorsi di crescita".

Intanto Invitalia ha posto le basi per altri investimenti organizzando nei giorni scorsi a Roma, insieme al Doftec (Dipartimento commercio estero e cooperazione economica della Provincia di Guangdong) un incontro d'affari con otto importanti aziende cinesi interessate alle opportunità di business in Italia e ad avviare collaborazioni industriali. Tra esse il Guangdong Tourism Group Company, una delle più grandi aziende a controllo pubblico della Cina e molto attiva nel comparto alberghiero, e Guangzhou Textiles Holdings Limited, operante nel settore dell'abbigliamento e tra le prime 200 imprese cinesi per volume di esportazioni.

All'incontro, coordinato dal Consolato Generale d'Italia a Canton e promosso nell'ambito delle attività del Comitato governativo Italia-Cina, hanno partecipato, tra gli altri, l'Ambasciata cinese in Italia, il Ministero degli Esteri, il Ministero dello Sviluppo Economico, Confindustria, la Fondazione Italia Cina e la Camera di Commercio italiana in Cina.

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