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Rassegna stampa

14/07/2015 - Banda larga, passi in avanti per la fibra "fai da te"

Sole 24 Ore

In attesa dello sblocco degli incentivi statali, soprattutto al Sud, prosegue lo sviluppo con i bandi di Infratel Italia, società controllata da Invitalia, e con i fondi Ue delle Regioni.

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13/07/2015 - Ferrarelle farà pure le bottiglie in Pet

Corriere Economia

Ferrarelle scommette ancora su Caserta, con un investimento da 34,1 milioni di euro che garantirà almeno 40 nuovi posti di lavoro. Il progetto - sostenuto da Invitalia con 25,5 milioni di euro, tra contributo in conto impianti e finanziamento agevolato - prevede in particolare la realizzazione di un nuovo stabilimento da 10 mila metri quadri nell’area Pip del comune di Presenzano, a un tiro di schioppo dalla casa madre di Riardo, per la produzione di preforme in Pet riciclato destinate all’imbottigliamento di tutte le acque del gruppo.

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09/07/2015 - In arrivo 680 milioni per la strategia sulle aree interne

Sole 24 Ore

E’ iniziata la strategia dedicata dal Governo alle aree interne, le zone del nostro paese che si trovano ad almeno 40 minuti dai centri dotati dei servizi di base: negli ultimi anni sono state afflitte da un progressivo spopolamento e da un invecchiamento dei residenti, anche se coprono il 30,6% del territorio nazionale. Saranno destinatarie di circa 68o milioni, tra fondi del Governo e fondi europei delle Regioni, da spendere per migliorarne la dotazione infrastrutturale e promuoverne lo sviluppo. Le prime quattro aree pilota in Sicilia, Lombardia, Sardegna e Marche, sono già vicine a una svolta: chiuderanno gli accordi di programma quadro, secondo le previsioni, entro il prossimo settembre. Per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio De Vincenti, la realizzazione di questa strategia è «di interesse nazionale, perché in queste aree si trovano le radici della nostra capacità di essere un riferimento per il resto del mondo». L’attuazione dei piani sarà compito di Invitalia. Le aree interne complessivamente individuate da Governo e Regioni sono 57: dopo le zone pilota, si lavorerà per sottoscrivere gli accordi di programma con le comunità locali in tutte le altre.

09/07/2015 - Da ex fabbrica a cittadella di sport e benessere

Il Mattino

Un progetto che ha tutte le carte in regola per diventare un "modello" di recupero produttivo e innovativo di un'ex fabbrica ormai dismessa da tempo, uno di quegli esempi di industrializzazione dell'area casertana del quale sono rimasti solo ruderi e rimpianti. Già, perché il progetto in questione riguarda Terra di Lavoro e Marcianise, in particolare. È qui che sorgeva l'ex Saffa, è qui che Invitalia proprietaria oggi dell'area di 23 ettari e di quanto rimane degli opifici, ha deciso di avviare con il Coni e la Seconda Università di Napoli un percorso destinato a lasciare il segno. L'obiettivo finale infatti è la realizzazione di un centro sportivo e del benessere che sia per la filosofia che l'ispira, sia per la dimensione dell'investimento non ha eguali nel Sud e in tutta Italia.

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07/07/2015 - Più investimenti per De Cecco

Sole 24 Ore

De Cecco chiude un bilancio 2014 positivo con un balzo significativo della redditività, frutto di un piano d’investimento da 40 milioni che ha permesso di aumentare la capacità produttiva del 30 per cento. E altri 37 milioni sono in corso d’investimento e fanno parte di un contratto di sviluppo stipulato con Invitalia. 

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07/07/2015 - Precisazione di Invitalia al Quotidiano della Calabria

Il Quotidiano della Calabria

Il chiarimento in relazione a due articoli pubblicati il 1° e il 2 luglio scorsi

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03/07/2015 - Gioia Tauro, in arrivo una nuova fabbrica d'auto

Repubblica.it

Dagli ex stabilimenti Isotta Fraschini nascerà una nuova piccola. Il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, ha sottoscritto a Roma un accordo per la produzione di auto a Gioia Tauro. Con il presidente Oliverio hanno firmato anche il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il ministro dello Sviluppo Economico Guidi e l'AD di Invitalia, Domenico Arcuri, alla presenza dei sindaci di Bari, Gioia Tauro e Modugno. Si tratta di un investimento di 85 milioni di euro, il cui Piano Industriale è stato presentato per il finanziamento con il contratto di sviluppo, il cui sportello è stato attivato il 10 giugno scorso.

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01/07/2015 - Con Piombino riparte l'Italia

La Nazione - Ed. Livorno

Piombino riparte. Con queste parole e visibilmente emozionato il sindaco Massimo Giuliani ha commentato così la firma dell`Accordo di programma che c`è stata ieri
al Ministero dello sviluppo economico, e la nascita di Afemi (Acciaierie e Ferriere Piombino). "Dopo questa firma possiamo dare un futuro a Piombino e al suo sviluppo industriale - ha detto il sindaco - un grande risultato, frutto di un grande impegno pubblico per il rilancio dell`industria e per la riqualificazione ambientale, utile non solo a Piombino, ma anche a tutta la Toscana e all`Italia per le possibilità che potranno nascere". Il sindaco, nel suo intervento al Ministero, ha rivolto inoltre un ringraziamento anche a Issad Rebrab, presidente di Cevital, perchè "ha creduto in Piombino, proponendo un piano importante che prevede significative possibilità di differenziare lo sviluppo economico del territorio".

30/06/2015 - Il Sud si aggrappa ai Contratti di Sviluppo

Corriere del Mezzogiorno - Corriere Economia

Inchiesta. II Mezzogiorno protagonista del nuovo bando indetto dal Ministero dello Sviluppo economico che ripropone il Contratto di sviluppo come uno strumento di politica industriale collaudato per far decollare l’economia, a partire dalle aree più depresse. Malleo Renzi ci crede e ci ha scommesso fino
in fondo. Lui stesso lo ha voluto presentare qualche mese fa a Palazzo Chigi, davanti agli amministratori delegati di tutte le aziende, italiane e multinazionali coinvolte.

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22/06/2015 - Banca del Mezzogiorno l’incompiuta di Tremonti nelle mani di Padoan

Repubblica - Affari&Finanza

La Banca del Mezzogiorno - Mediocredito Centrale - è nel limbo in attesa di conoscere le proprie sorti. Nei mesi scorsi, Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, è stata a un passo dal rilevare la Banca del Mezzogiorno dalle Poste. Le quali sembrano intenzionate a procedere verso la Borsa dopo essersi alleggerite dell’istituto di credito per il Sud. «La missione che ci siamo dati come gruppo non passa necessariamente dalla presenza della Banca del Mezzogiorno», aveva dichiarato a fine 2014 il numero uno di Poste, Francesco Caio. Eppure la rete distributiva capillare dell`attuale socio di controllo fornirebbe alla Banca del Mezzogiorno una formidabile occasione per crescere. Ma le Poste sembrano guardare altrove. Da qui l’ipotesi Invitalia. «Poste Italiane e Invitalia hanno in corso primi contatti per esplorare l’eventualità di un passaggio del capitale della banca dalla prima alla seconda società», ammise sempre a fine 2014 il ministro Padoan.

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