
Una mera intuizione trasformatasi in un’idea e poi in un progetto. Un progetto diventato negli anni impresa di successo, anche grazie a Invitalia.
Questo è il percorso di Lella Miccolis, biologa, originaria di Noci (BA) e amministratore della Progeva Srl, una delle poche, pochissime, società del centro-sud Italia che si occupa ormai da svariati anni di recupero dei rifiuti organici e della loro trasformazione in fertilizzanti.
Tutto iniziò alla fine degli anni ’90 grazie ad un corso sulla gestione integrata dei rifiuti, organizzato dall’Ordine dei Biologi. Tra i vari argomenti trattati si parlava anche di compostaggio: fu un’illuminazione per la Miccolis (“Questo voglio fare!” disse tra sé e sé), da sempre ambientalista nell’animo, con il forte desiderio di realizzare un’attività ecosostenibile.
Il momento era propizio per due motivi: da un lato la legislazione si stava muovendo sempre più a favore delle attività di recupero rifiuti, dall’altro il territorio di riferimento era comunque sprovvisto di impianti di compostaggio. La Progeva, dunque, si sarebbe andata ad inserire in un segmento di attività ancora scoperto: per questo Invitalia ha deciso di credere a quel progetto di Autoimprenditorialità, seppur tanto complesso e impegnativo: l’impianto è stato realizzato a Laterza (TA) e l’attività è partita alle fine del 2006.
La Progeva, che ha tenuto duro nonostante le difficoltà, oggi è stata premiata: avviata anche grazie alla complicità e al lavoro di Marino Mongelli, marito di Lella MIccolis, nel 2009 ha fatturato quasi 2,5 milioni di euro, tra tariffe di conferimento dei rifiuti e vendita di fertilizzanti per l’agricoltura, il giardinaggio e l’orto-florovivaismo. La società, come previsto, opera in qualità e sicurezza e rappresenta un punto di riferimento per l’intero territorio del centro-sud Italia: “Ci vuole molta pazienza, coraggio e tanta faccia tosta per andare avanti – ci dice la Miccolis - ma se l’idea è valida e convincente si possono superare tutte le difficoltà”.