
Aiutare i lavoratori a coniugare nel migliore dei modi le esigenze della vita professionale e quelle della sfera familiare. Questo è lobiettivo del nuovo bando di finanziamento per i progetti di conciliazione tra famiglia e lavoro previsti per il 2011 (legge 53/2000, articolo 9).
Il bando, promosso dal Dipartimento per le politiche della famiglia presso la Presidenza del Consiglio, consentirà di assegnare i 15 milioni di euro stanziati per finanziare i progetti che prevedano azioni specifiche ed innovative per la conciliazione. Le risorse sono destinate per il 90% al settore privato e per il 10% a quello pubblico (aziende ospedaliere e universitarie, aziende sanitarie locali).
Invitalia affianca il Dipartimento nelle attività di promozione e fornisce supporto tecnico nella valutazione dei progetti.
Le domande possono essere presentate da datori di lavoro privati e pubblici a beneficio di lavoratori dipendenti e di altre tipologie di lavoratori, tra cui i soci delle cooperative, i titolari di collaborazioni a progetto e i lavoratori autonomi. Liniziativa si rivolge soprattutto a chi ha figli piccoli, disabili o anziani a carico.
Lobiettivo è facilitare, tra laltro, la flessibilità degli orari e dellorganizzazione del lavoro (part-time reversibile, telelavoro, banca delle ore, orario flessibile ecc.), il reinserimento dei lavoratori dopo un congedo legato ad esigenze familiari, i sistemi innovativi per valutare prestazioni e risultati, le facilitazioni quali il baby parking e il baby sitting, il servizio di navetta aziendale da e per la scuola, lassistenza domiciliare agli anziani.
Il bando prevede due scadenze per la presentazione dei progetti: 13 luglio e 28 ottobre 2011. Le domande possono essere inviate attraverso una procedura informatica sul sito www.conciliazione.politichefamiglia.it, su cui sono disponibili anche le istruzioni per la compilazione.
Gli interventi a favore della conciliazione tra famiglia e lavoro si sono già dimostrati un importante veicolo per la sensibilizzazione delle aziende ad una nuova cultura che tuteli le esigenze della vita privata e, in particolare, valorizzi il ruolo delle donne senza costringerle ad una scelta drastica tra lavoro e famiglia. Armonizzare le necessità professionali e familiari, inoltre, genera vantaggi per le aziende stesse, aiutandole a motivare il personale e ad attrarre talenti, a diminuire lassenteismo e ad accrescere la qualità dei servizi ai clienti.