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Commissione Antimafia: Audizione dell’Amministratore Delegato di Invitalia

21 gennaio 2010

Il ruolo di Invitalia quale gestore per conto del Governo della quasi totalità degli strumenti agevolativi nazionali per le imprese. L’esperienza acquisita nel prevenire le infiltrazioni delle associazioni criminali, soprattutto nel Mezzogiorno. Ma anche la collaborazione offerta al Commissario straordinario del Governo per i beni confiscati alla criminalità per accompagnare il passaggio delle imprese a controllo criminale verso un'economia sana e portatrice di sviluppo sul territorio.

Questi i temi principali della relazione svolta dall’Amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, invitato dal Comitato istituito in seno alla Commissione Antimafia per approfondire la relazione tra mafie e sviluppo economico del Mezzogiorno.

Tale relazione – ha detto l’AD nel corso dell’audizione - è da sempre un elemento da considerare ed affrontare per chi, come l’Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, ha il ruolo di promuovere le politiche pubbliche di sviluppo del Mezzogiorno, da un lato, e di gestire una molteplicità di strumenti pubblici a sostegno di quello sviluppo, dall’altro.”

Nell’ambito della sua attività di gestione delle misure nazionali di sostegno alle imprese Invitalia è, infatti, in costante relazione con una platea vasta ed eterogenea di soggetti candidati ad accedere alle risorse pubbliche. In questo quadro risulta alto il rischio di distorsioni, usi impropri o illegali.

In questa prospettiva, nel 2008 è stato stipulato un Protocollo d’intesa con la Guardia di Finanza finalizzato allo scopo di rendere marginale tale rischio attraverso la costituzione di un Nucleo di Controllo interno chiamato a controllare il corretto e legittimo utilizzo delle risorse finanziarie interessate. Dal 10 settembre 2008 ad oggi sono stati monitorati 1661 soggetti economici con rilevazione di criticità per 248 di questi, per i quali non è stata attivata la procedura di erogazione oppure è stata revocata la concessione dei benefici precedentemente concessi.

Ma Invitalia ha anche deciso di affiancare altri soggetti istituzionali impegnati sul fronte della lotta alla criminalità economica e per questo, nel gennaio 2009, ha siglato un Protocollo d’intesa con il Commissario per i beni sequestrati alla criminalità organizzata. Tante volte, infatti, può accadere che la fuoriuscita della criminalità dall'azienda provochi, paradossalmente, un peggioramento della situazione finanziaria ed economica dell'attività imprenditoriale, soprattutto nei contesti in cui il tessuto imprenditoriale è fortemente attaccato dagli interessi della criminalità stessa.

Invitalia ha, quindi, messo a disposizione il proprio know how tecnico per supportare il Commissario durante il procedimento giudiziario a carico delle aziende, per contribuire a preservarne l'operatività, evitarne l'espulsione dal ciclo economico e tutelare le persone che vi lavorano. Nello specifico, si è resa disponibile ad analizzare, partendo da alcuni casi pilota localizzati in Sicilia e Calabria, i dati (economici, gestionali, amministrativi, di bilancio) relativi alle imprese e ai loro contesti economici per contribuire così ad individuare le soluzioni gestionali più adatte a mantenere la redditività delle aziende stesse.

Da qui è partita l’attività di definizione congiunta delle ulteriori attività che Invitalia potrebbe svolgere. Esse vanno dalla formazione degli Amministratori Giudiziari, in termini di competenze economiche e gestionali, al supporto agli stessi nella fase di presa di possesso dell’impresa sequestrata attraverso l’effettuazione di audit e/o due diligence, fino ad ipotizzare attività di accompagnamento ed assistenza finalizzate al “collocamento” sul mercato delle aziende sequestrate prima e confiscate poi. O di gestione di quelle più “virtuose”.

 

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