Roma, 18 dicembre 2009
È stato firmato questa mattina a Roma il protocollo dintesa che stabilisce tempi e modalità di cessione di Bic Umbria SpA alla Regione Umbria da parte di Invitalia, lAgenzia nazionale per lattrazione degli investimenti e lo sviluppo dimpresa.
Il protocollo è stato sottoscritto da Invitalia, che detiene la quota di maggioranza del Bic, Regione Umbria e Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica (DPS) del Ministero dello Sviluppo Economico, che si sono impegnati a concludere il percorso di cessione della struttura entro il 31 marzo 2010.
Nel protocollo, oltre ad una precisa scaletta delle attività necessarie a realizzare questo obiettivo, è stato altresì previsto che Bic Umbria SpA, anche una volta ceduta, continuerà a svolgere le attività di supporto alla nascita e sviluppo dimpresa e di promozione dello sviluppo economico locale e manterrà inalterati gli attuali livelli occupazionali.
Siamo molto soddisfatti - ha dichiarato lamministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri - poiché questo protocollo dintesa testimonia la comune volontà di garantire continuità allazione fino ad oggi positivamente svolta da Bic Umbria nei confronti del tessuto produttivo ed imprenditoriale umbro. La sua cessione alla Regione, inoltre, avviene nel rispetto del Piano di riordino delle partecipazioni societarie avviato da Invitalia sulla base delle disposizioni della Finanziaria 2007 e delle direttive del Ministero dello Sviluppo Economico.
La firma dellaccordo con Invitalia - ha affermato lassessore allo Sviluppo Economico della Regione Umbria, Mario Giovannetti - rappresenta un traguardo molto importante per la Regione. Grazie alla nuova configurazione della Società a servizio delle politiche industriali e di sviluppo della Regione Umbria potranno essere raggiunti obiettivi di estrema rilevanza connessi in particolare alla promozione ed al sostegno alla creazione di impresa, al supporto delle imprese spin-off derivanti da attività di ricerca universitaria ed industriale, alla creazione, più in generale, di un ambiente favorevole allinsediamento di nuove imprese, grazie anche alla disponibilità di importanti spazi attrezzati negli incubatori di Foligno, Spoleto e Terni. Un passo importante, dunque, nella direzione di una concreta politica di sviluppo attenta allesigenza del territorio e al tempo stesso orientata allo sviluppo e allinnovazione.
Prima dellapprovazione del proprio Piano di riordino, Invitalia disponeva di 17 società regionali operative (in tutte le regioni eccetto il Lazio, la Valle dAosta e il Trentino Alto Adige). La cessione di Bic Umbria fa seguito a quelle, avvenute nei mesi scorsi, delle società regionali del Gruppo in Sicilia, Basilicata, Puglia, Molise, Toscana, Liguria e Friuli Venezia Giulia.
Il percorso di cessione delle società regionali intrapreso da Invitalia (il cui termine è stato prorogato al 30 giugno 2010 dalla cosiddetta legge Anticrisi n.102 del 3 agosto 2009) ha, inoltre, portato alla messa in liquidazione delle società in Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Marche, Sardegna e Calabria. Sono tuttora in corso di definizione le trattative finalizzate alla cessione delle società, ovvero di loro rami dazienda, in Campania e Abruzzo.