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Arcuri: "Una business card per gli investitori esteri"

Venezia, 8 maggio 2008

"Favorire l'ingresso e la permanenza nel nostro paese di imprenditori e manager che vengono a creare lavoro e ricchezza creando una "business card" sulla scia della "blue card" pensata dall'Unione europea per l'immigrazione altamente specializzata". Questa la proposta lanciata da Domenico Arcuri, amministratore delegato dell'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa (già Sviluppo Italia), intervenuto stamani alla ventesima edizione dell'Italy-Japan Business Group in corso a Venezia.

"C'è un tipo di immigrazione - ha spiegato Arcuri - che per certi versi rappresenta un problema da gestire e un'altra immigrazione che deve rappresentare una
opportunità da cogliere. Sarebbe utile adottare misure in grado di agevolare e promuovere l'ingresso dei cervelli nel nostro paese creando un canale separato, con le necessarie verifiche e garanzie, per chi intende portare in Italia risorse, investimenti, competenze specifiche".

"È di tutta evidenza - ha continuato Arcuri - che se vogliamo accrescere il livello di competitività dell'Italia nel settore degli investimenti esteri non possiamo sommare ai problemi strutturali esistenti (che pure ci stiamo sforzando di superare) anche ostacoli francamente immotivati, perché creano remore a chi vuole portare ricchezza nel nostro paese".

Nel suo intervento, Domenico Arcuri ha rimarcato il ruolo dell'Agenzia quale interlocutore unico per gli investitori esteri interessati all'Italia, soffermandosi in
particolare sull'accordo firmato con la Banca di Tokyo Mitsubishi UFJ, la più importante del Giappone e la sesta al mondo.

L'Agenzia e la Banca stanno collaborando per individuare e accompagnare iniziative imprenditoriali di società giapponesi in Italia sulla base di precisi e concreti progetti di investimento. L'accordo si fonda sul presupposto che allacciare collaborazioni dirette tra istituzioni, soggetti finanziari e imprenditoriali di Italia e Giappone non può che avere un positivo impatto sull'andamento dei flussi di investimenti reciproci.

Segno tangibile di questa intesa è l'incontro tecnico previsto a Tokyo il prossimo 9 giugno, che permetterà di creare un contatto diretto tra l'Agenzia e alcune aziende giapponesi operanti nel settore energetico, potenzialmente interessate ad investire in Italia.

Arcuri ha inoltre ricordato l'impegno dell'Agenzia per favorire il recente insediamento a Motta di Livenza (Treviso) della Bonlex Europe, azienda che fa capo al Gruppo Itochu, una delle più importanti multinazionali giapponesi. La società, presente al dibattito di stamani nella persona del presidente Michiro Kosugi, ha investito 30 milioni di euro con l'intento di creare a regime 100 nuovi posti di lavoro per la produzione di materiali plastici.

L'Italy-Japan Business Group è un organismo creato dalle comunità imprenditoriali italiana e giapponese, con il patrocinio dei rispettivi ministri per il Commercio Internazionale per promuovere una maggiore cooperazione industriale e favorire un dialogo permanente tra le due comunità di affari, con il supporto delle rispettive istituzioni. Riunitosi per la prima volta in sessione plenaria a Tokyo nel 1989, è cresciuto anno dopo anno in termini di operatività, sviluppando dibattiti e confronti su diversificate tematiche di collaborazione bilaterale. Ha inoltre avviato una proficua attività di promozione di rapporti di affari tra imprese italiane e giapponesi ponendosi come luogo di incontro e di dialogo per favorire un'approfondita e diretta conoscenza reciproca.

 

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