Accordo con il Commissario straordinario per preservare la vitalità economica delle imprese e salvare i posti di lavoro
Roma, 22 gennaio 2009
Da imprese mafiose a imprese virtuose. Invitalia contribuirà a sostenere le aziende sequestrate dallo Stato alla criminalità e le aiuterà a sopravvivere per favorire la loro ricollocazione "sana" sul mercato. L'intervento sarà rivolto alle imprese sequestrate su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione al centro-sud.
Questo il frutto dell'accordo siglato tra Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, e Antonio Maruccia, Commissario straordinario del Governo per la gestione e la destinazione dei beni confiscati ad organizzazioni criminali.
Il protocollo d'intesa segna una nuova pagina nella lotta al potere economico della criminalità organizzata perché crea un'alleanza ad hoc tra istituzioni governative per traghettare le imprese a controllo criminale - quando vi siano fondate prospettive di continuazione - verso un'economia sana e portatrice di reale sviluppo sul territorio. L'obiettivo è evitare che la fuoriuscita del mafioso dall'azienda provochi il fallimento dell'attività imprenditoriale.
"Il riutilizzo virtuoso dei beni e in particolare delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità - ha commentato Domenico Arcuri - può diventare un importante strumento di crescita economica, occupazionale e di affermazione della legalità nei territori oppressi dalla criminalità. Paradossalmente queste aziende hanno spesso una spiccata vitalità solo fin quando sono controllate dalle organizzazioni criminali: la scommessa è, al contrario, puntare sulla loro competitività anche quando escono dal cono d'ombra dell'economia illegale e vengono gestite in modo virtuoso".
Invitalia metterà a disposizione il proprio know how tecnico per supportare il Commissario durante il procedimento giudiziario a carico delle aziende. Queste ultime dopo il sequestro subiscono un rapido peggioramento della situazione finanziaria ed economica, con conseguente licenziamento dei lavoratori. Il ruolo di Invitalia sarà proprio quello di contribuire a preservare l'operatività dell'azienda per evitarne l'espulsione dal ciclo economico e per tutelare le persone che vi lavorano. Nello specifico Invitalia analizzerà i dati relativi alle imprese e ai loro contesti economici per individuare le soluzioni gestionali più adatte a mantenere la redditività delle aziende sequestrate.
Antonio Maruccia, Commissario straordinario per i beni confiscati, ha affermato: "Il pieno utilizzo delle ricchezze mafiose è obiettivo che deve essere perseguito programmando l'intervento coordinato delle migliori professionalità di cui dispongono le istituzioni. Con questo protocollo, per la prima volta, il tema della efficienza economica delle aziende sequestrate viene affrontato in una prospettiva di sistema. Grazie alla collaborazione del Ministero della Giustizia - ha proseguito Maruccia - metteremo a disposizione delle autorità giudiziarie servizi, risorse e competenze per rendere sempre più forte e credibile l'azione dello Stato anche in questo difficile settore. Per i beni confiscati si apre una nuova stagione. Con la riforma approvata in Senato, infatti, altri attori entreranno in campo. Mi riferisco ai Prefetti e all'Amministrazione dell'Interno, ai quali - questo è l'impegno dell'atto oggi sottoscritto - dovranno pervenire, dopo la confisca, ricchezze e imprese funzionanti capaci di dare lavoro e buona occupazione. È questa la strada maestra sulla quale le organizzazioni mafiose possono essere definitivamente sconfitte".
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