
Roma, 30 luglio 2008
Per Aquila Sviluppo si apre la strada della liquidazione. Una decisione inevitabile presa
nell'intento di compiere ogni sforzo per risollevare le sorti dell'azienda e di esaminare
tutte le possibilità per tutelare il posto di lavoro degli attuali otto dipendenti.
« Avevamo la necessità - afferma Domenico Arcuri, amministratore delegato di
Invitalia (già Sviluppo Italia) - di tutelare i lavoratori, superando allo stesso tempo una
fase di difficile sostenibilità per Aquila Sviluppo, le cui condizioni economico-finanziarie
si sono progressivamente deteriorate. Riteniamo di aver preso una decisione
nell'interesse del territorio aquilano e in linea con le disposizioni di legge».
I soci - Sviluppo Italia Aree Produttive (90% delle azioni), Comune dell'Aquila e
Provincia dell'Aquila (5% ognuno) - hanno nominato all'unanimità un collegio di tre
liquidatori.
L'assemblea dei soci riunitasi oggi a Roma nella sede di Invitalia in convocazione
straordinaria ha preso atto che la messa in liquidazione era l'unica strada percorribile
dopo che il bilancio approvato lo scorso 21 luglio aveva evidenziato una perdita di oltre
un milione di euro, azzerando il patrimonio della società.
Ai liquidatori è stato affidato il mandato prioritario di accertare l'esistenza di condizioni
che possano interrompere la procedura di liquidazione. A conforto di questa ipotesi
esistono, infatti, manifestazioni di interesse di acquisto e di locazione di alcuni immobili
del polo elettronico da parte di imprenditori già presenti nel complesso industriale e
anche all'esterno ci sarebbero aziende interessate a localizzare le attività nel
comprensorio di Pile.
A giudizio del sindaco dell'Aquila Massimo Cialente e dell'assessore provinciale al
Lavoro Ermanno Giorgi, presenti all'assemblea, esisterebbero quindi le condizioni per
l'inserimento di nuove realtà imprenditoriali all'interno dell'area industriale.